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| Postiglione: «Sono soddisfatto Il mercato? Vedremo in seguito» |
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11/08/2009
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| «Per un raffreddore non sono abituato a prendere subito l’antibiotico. Verificheremo nelle prossime partite se c’è davvero un problema in attacco o se questa astinenza ha altre motivazioni». Il presidente Postiglione taglia corto quando si parla di mercato, della necessità dio potenziare il reparto offensivo ma lo 0 a 0 di Francavilla, le difficoltà in fase realizzativa della squadra meritano una certa attenzione. «Sotto l’aspetto del gioco - ha continuato il massimo dirigente rossoblù - mi ritengo soddisfatto. È chiaro che di questi tempi si risente del duro lavoro svolto fino ad oggi. Al cospetto di una squadra più brillante fisicamente abbiamo fatto fatica ma ci può stare di essere imballati e poco incisivi. Posso dire di non essere per nulla preoccupato, anzi mi preoccupa soltanto il piccolo problema fisico accusato da Polani. Speriamo sia cosa di poco conto». Nessuna apertura sulla possibilità di un ritorno immediato sul mercato anche se, voci non ufficiali, confermano che la trattativa con Sergio Ercolano è a buon punto. «Dalla città - ha concluso Postiglione - dalle sue forse vive attendo ancora un segnale forte e preciso dunque, rimaniamo alla finestra». Sulla stessa linea il breve commento di mister Capuano che a fine partita ha tenuto la truppa a rapporto per analizzare la partita. «Riguardo alla qualità del gioco espresso - ha spiegato - sono soddisfatto di come si è comportata la squadra. Non mi è piaciuta invece la mancanza di cattiveria sotto porta. A questo punto non credo sia un problema di attaccanti ma di altro. Abbiamo sbagliato l’impos - sibile un rigore almeno cinque palle gol e questo mi fa arrabbiare moltissimo. Sotto l’aspetto fisico abbiamo risentito un po’ del lavoro svolto in queste settimane, siamo in una fase di scarico ma la squadra ha reagito meglio rispetto ad altre partite».
Sandro Maiorella
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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