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| Melfi, il match amichevole finisce in una... pioggia di gol |
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8/08/2009
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| Nella terza amichevole stagionale, che si è tenuta ieri allo stadio «Valerio», il Melfi del tecnico Paolo Rodolfi ha sconfitto per 8-0 il Montemilone, formazione del campionato di prima categoria. Risultato rotondo, per i gialloverdi, ma quel che contano sono i progressi dal punto di vista tattico ed atletico che ha fatto vedere il gruppo, in una fase cruciale della preparazione. In evidenza si sono messi gli attaccanti gialloverdi, che sono andati tutti in rete (una doppietta a testa per Arcamone, Pellecchia e Gilfone ed un gol ciascuno per Chiaria e Torre). Ma la notizia del giorno - che già avevamo preannunciato ieri - è il ritorno della famiglia Moretti nei vertici dirigenziali del Melfi. «La famiglia di imprenditori melfitani - si legge in un comunicato del Comune - rientra in società rilevando una quota azionaria pari al 50 per cento. La restante fa capo al gruppo Maglione. Non ci sarà quindi nessuna contrapposizione, ma unità d’intenti nel totale interesse del Melfi Calcio, con l’obiettivo di dare vita ad una nuova era, ricca di successi e soddisfazioni». Dell'operazione, che rafforza così l'assetto societario del Melfi, si parlava già da diversi giorni. Ma ieri, grazie alla mediazione del sindaco di Melfi, che ha espresso «grande soddisfazione» è arrivata la stretta finale. Una buona notizia, insomma, che giunge proprio alla vigilia della presentazione ufficiale della squadra, in programma oggi pomeriggio alle ore 18,00 nell’aula consiliare del Comune. Nell'occasione verranno ufficializzate anche le nuove cariche e gli sponsor. «Al primo cittadino - si legge nel comunicato del Comune di Melfi - vanno tra l’altro riconosciuti i meriti d’aver sempre creduto nella possibilità di risolvere una situazione se non compromessa, quantomeno complicata, e di aver vinto ogni sorta di scetticismo sulla possibilità di continuare a fare calcio a Melfi».
FRANCESCO RUSSO
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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