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| «Viviani» inadeguato comincia la corsa contro il tempo |
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5/08/2009
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| Potenza ha conservato la Prima Divisione, ma ora bisogna lavorare per potersela «gustare».
Lo stadio «Viviani», non sarebbe perfettamente a norma per poter ospitare gli incontri. I problemi, va subito detto, non sono molti e, in ogni caso, la situazione di Potenza, nella categoria, non è delle peggiori, ma comunque per essere «in regola» bisogna intervenire e sulla questione è prevista a breve una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza.
Tutto, comunque, dovrebbe essere ultimato nei prossimi 19 giorni, per consentire l’avvio di campionato il 23 agosto, anche se la società del patron Giuseppe Postiglione già si sta attivando sull’ ipotesi di un esordio fuori casa, al fine di racimolare sette giorni in più che, in caso di imprevisti, potrebbero risultare preziosi.
Ma qual è la situazione? Da parte societaria tutto ciò che doveva essere fatto è stato fatto. In particolare, la società doveva munirsi di steward e tornelli. Per questi ultimi, si è ovviato con un sistema di palmari a lettura ottica con cui gli steward all’ingresso verificheranno che il biglietto, rigorosamente nominativo, sia stato regolarmente emesso e corrisponda alla persona che si presenta ai cancelli. Anche sugli steward la situazione è perfettamente a punto. «Abbiamo contattato una società di formazione per formare personale locale a svolgere questo lavoro - spiega lo stesso Postiglione - servono una quarantina di giorni, ma intanto sarà la stessa società a fornirci steward già formati».
Dal canto suo, la Questura di Potenza è al lavoro «con un occhio bonario» grazie alle nuove previsioni dettate dal Ministero. «Da appena è arrivata la nota nello scorso maggio - spiega il vicequestore vicario Enrico Schiralli, che segue la pratica - ci siamo attivati segnalando a tutti quanto c’era da fare per mettersi in regola». E una grossa mano la danno le previsioni del ministero in materia di prefiltraggio. A differenza di quanto previsto prima (e cioè dell’esistenza di una sorta di «barriere fisiche») il ministero ha chiarito che serve una certa «elasticità» per gli stadi inseriti nei centri abitati. Qui niente cancelli e reticolati, ma si provvederà a chiudere alle auto l’intero anello delle strade intorno allo stadio in modo, sia pure con qualche disagio per i residenti, da creare una «fascia di rispetto» in cui poter controllare i tifosi.
E qui, invece, siamo a quanto ancora manca: i controlli e in particolare, il sistema di telecamere. All’interno dello stadio, in verità, già ci sono grazie a lavori fatti lo scorso anno, e il comune avrebbe già disposto di posizionarne altre tre, e cioè una all’ingresso di via Viviani, una all’ingresso curva e una all’ingresso tribuna su via Viviani. Potrebbero, però, non essere sufficenti, in quanto la norme prevede la videosorveglianza anche sulle aree di sosta dei mezzi sella squadra ospite, ma, essendoci già la rete, anche questo sembra un problema di poco conto: basta una telecamera in più.
Altra questione: tutti i segnali video devono finire ina una sorta di «sala regia», la «Sala gos» (acronimo di gruppo operativo sicurezza. Questa dovrebbe essere fatta in parte dell’attuale sala stampa facendo recuperare i posti per i giornaoisti che verranno tagliati nella vecchia sala stampa in Tribuna.
Così lo stadio potrebbe aprire. Ma ci sarebbe ancora un inconveniente: il fatto che le due squadre entrano dallo stesso accesso. La cosa sarebbe risolta spostando gli spogliatoi sotto la tribuna e spostando la «sala gos» negli spogliatoi attuali. Ma questi lavori sono quelli che richiedono più tempo e, fortunatamente, anche quelli che attualmente si possono evitare. «Per il resto - dice Postiglione - devo dare atto dell’impegno del Comune». Se tutto andrà come previsto, il campionato inizierà regolarmente.
GIOVANNI RIVELLI
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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