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| Il Potenza ritorna in Prima Divisione in Lega Pro |
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30/07/2009
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| Il Consiglio Federale presieduto da Giancarlo Abete, per voce del presidente della Lega Pro Mario Macalli, ha annunciato ufficialmente l'elenco delle società ripescate in Prima e Seconda Divisione:
in prima divisione sono state ripescate il Potenza, Andria, Viareggio e Alessandria, che andranno a sostituire l’Avellino, Pisa, Treviso e Venezia .
Mentre per la seconda divisione sono stati ripescati Nocerina, Vico Equense, Spezia, Fano, Poggibonsi, Valenzana, Isola Liri, e Salò/Feralpisalo : quest’ultima però dovrà aspettare l'esito del ricorso al TAR fatto dalla Pistoiese.
Le società di seconda divisione andranno a sostituire la Biellese, Ivrea , Sambenedettese e appunto la Pistoiese in caso di esito negativo del Tar del Lazio.
Nel corso della riunione nella sede di via Allegri si è proceduto anche alla composizione dei gironi, mentre i calendari delle partite si conosceranno invece il 3 agosto.
Grande soddisfazione per la società lucana del Potenza che dopo la brutta esperienza della retrocessione in seconda divisione del campionato scorso, si ritrova a gioire per una promozione in prima divisione, promozione che cancella in un solo giorno le amarezze passate e costringe la società rossoblu a cambiare i piani e riattrezzare l’organico per una categoria superiore.
Delusione invece per il Matera che negli ultimi giorni, aveva paventato la possibilità di un ripescaggio in Lega Pro; stessa delusione per il Sapri (semifinalista negli spareggi-promozione e vincitore della Coppa Italia) costretto a dire addio ai sogni di un salto di categoria per il mancato versamento della fidejussione richiesta.
La siritide |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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