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| Seconda divisione: Potenza, adesso non resta che incrociare le dita |
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29/07/2009
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| POTENZA . Tempo scaduto e dita incrociate in casa Potenza Sport Club fino a giovedì. Dalla serata di ieri non c'è più tempo per la presentazione delle fideiussioni alla Lega Pro di Roma in ordine alle richieste di ripescaggio in Prima Divis i o n e.
Il club rossoblu vive con grande trepidazione questi ultimi due giorni che separano dall’atteso verdetto. I potentini hanno già ottemperato la scorsa settimana alle garanzie richieste dagli organi preposti (1 milione e trecentomila euro per la completa operazione fideiussoria) e aspettano con serenità le comunicazioni del 30 luglio da parte del Consiglio Federale. In quella occasione saranno resi noti i gironi e poi il 3 agosto i tanto agognati calendari. L’esperienza insegna che il ripescaggio non può mai considerarsi una formalità, ma il Potenza pensa di avere i numeri e le credenziali per meritarsi l’ottimismo di questi giorni. Del resto il sodalizio del patron Postiglione ha seminato molto in termini di credibilità e di adempimenti federali in queste ultime settimane e conta di poter cancellare fra poco più di 48 ore l’ama - rezza della retrocessione sul campo patita lo scorso maggio.
Chi vive un’attesa altrettanto tranquilla è pure l’Alessandria che si è già messa in regola da qualche giorno con le pratiche della fideiussione. Intanto proprio in extremis due club si sono adoperati per presentare relativa domanda di ripescaggio. Si tratta del Viareggio e dell’Olbia. Il club toscano ha depositato in Lega la relativa documentazione e auspica di occupare di diritto i quattro posti lasciati liberi in prima Divisione da Pisa, Venezia, Treviso e Avellino. La società dell’Esperia Viareggio, per mezzo del proprio presidente Stefano Dinelli, fa sapere infatti di aver espletato lunedì mattina la fideiussione per il ripescaggio in C1 grazie all’intervento della Cassa di Risparmio di Pisa, Lucca e Livorno. Una operazione fortemente voluta dal club viareggino che ha trovato nell’amministra - zione comunale e nel sindaco di questa comunità Luca Lunardini un valido supporto. Novità anche dalla Sardegna dove l’Olbia nel pomeriggio del 27 luglio ha presentato regolare domanda di ripescaggio in Prima, con annessa fideiussione di un milione di euro richiesta dalla Lega.
L'ultimo posto a disposizione, sempre ragionando in linea teorica, se lo contenderanno oltre all’Olbia anche il Prato, l’Andria e il Bassano. L’Andria ha presentato già giovedì scorso la relativa fideiussione, mentre esce fuori dalla lista della papabili il Legnano che ha depositato la domanda di ripescaggio senza però la relativa fideiussione a causa del totale dissenso verso la procedura delle garanzie fideiussorie espresse pubblicamente dal presidente lombardo Giuseppe Re s t a .
Intanto proseguono gli allenamenti della truppa rossoblu agli ordini di Ezio C ap u a n o nel ritiro umbro di Preci dove è iniziata l’ultima settimana di lavoro. Si prosegue con una doppia seduta giornaliera con prevalenza di esercizi fisici e atletici in mattinata, mentre durante il pomeriggio viene dato più spazio alla parte tattica e tecnica della preparazione. Inoltre in queste ultime ore si stanno valutando le condizioni fisiche di Frezza che è uscito un po' malconcio dall’ultimo test amichevole contro l’Aversa Normanna. Per il resto il gruppo lavora con buona assiduità in proiezione della prossima sfida amichevole di giovedì contro la Scafatese. In quella occasione, al di là dei dettami tattici che mister Capuano vorrà dare alla propria squadra, le orecchie saranno rivolte essenzialmente alle notizie provenienti da Roma in ordine al ripescaggio. Le informazioni in possesso della società del leone rampante, come già riferito in altre edizioni, vedono il Potenza piazzato in testa nella lista della graduatoria. Non resta che aspettare e godersi con la maggiore serenità possibile questo momento che, in caso di buone notizie, potrà cambiare in meglio il futuro prossimo del club rossoblu.
MARIO LATRONICO
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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