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| Calcio regionale: La Fst Rionero crede nel ripescaggio |
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20/07/2009
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| La Fortitudo San Tarcisio di Rionero crede nel ripescaggio. La società rionerese, che milita nel campionato di prima categoria, considerati i probanti risultati negli anni scorsi, gli obiettivi perseguiti da sempre di valorizzare i giovani e l’attività ultraquarantennale, aspira al campionato di Promozione lucana, in cui esordirebbe per la prima volta. Queste le «credenziali» con cui la presidente Maria Gelleni, ha voluto introdurre la sua squadra ai lettori della Gazzetta. La società è nata nel gennaio 1972, dalla fusione tra Fortitudo, appunto, costituita da Carlo Pesacane, comunista, defunto marito della presidente Gelleni, e la San Tarcisio, fondata dall’allora parroco del SS. Sacramento di Rionero in Vulture, padre Carlo Palestina. Le due società non potevano vivere lo stesso mondo calcistico, l’una contro l’altra armata, anche perché, come ricorda la presidente Gelleni, padre Carlo usava dire che «due miserie non facevano ricchezza» e nel gennaio 1972 si passò alla fusione, sotto il nome di FS Tarcisio. Un Peppone e e un don Camillo, di casa nostra,insomma. «La nostra attività - specifica Maria Gelleni - è stata e sarà rivolta essenzialmente ai giovani partendo dai vari vivai, per esaltarne le qualità in un sano agonismo e se arriviamo in Promozione, categoria per la quale ci sentiamo pronti ,sia per la qualità dei ragazzi sia per le capacità dell’allenatore da tre anni con noi, Carmine Cassese, fresco di patentino per serie superiori, e sia perché abbiamo inoltrato regolare documentazione, versando anche la stessa tassa corrispettiva. Rimaniamo in fiduciosa attesa».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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