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| Melfi, ancora dubbi sull’allenatore tra Alessio e Rodolfi |
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11/07/2009
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| Ancora una giornata senza particolari sussulti a Melfi, dove si attende l’ufficializzazione del nuovo allenatore e rimane grande curiosità sui nomi che andranno a comporre il nuovo organico.
Nel fine settimana il presidente Giuseppe Maglione dovrebbe incontrare i rappresentanti della cordata laziale interessati acquisizione del 40 per cento delle quote societarie. Ed in quel caso si dovrebbe discutere anche del discorso tecnico, con il nome di mister Angelo Alessio, ex giocatore della Juventus. In pole position però rimane Paolo Rodolfi, legato al consulente di mercato Antimo Grillo. Il tecnico parmense, con esperienza in serie C, ma anche nelle giovanili del Parma già ha avuto un faccia a faccia con Maglione e sembra destinato a succedere al tecnico Peppino Palumbo sulla panchina del Melfi. Dalla società, del resto, hanno lasciato intendere che l’allenatore ha sposato il programma del sodalizio normanno, che intenzionato a puntare - come da diversi anni a questa parte - su un gruppo di giovani, con qualche innesto di esperienza. Intanto, continua il lavoro del comitato locale per la vendita degli abbonamenti. Da alcuni giorni è stata superata la quota di 500 tessere vendute, e sembra che i numeri siano destinati a crescere. L’obiettivo è quello di arrivare a quota mille, un traguardo che permetterebbe alla società normanna, fra curva a tribune, di racimolare ben 250 mila euro, da reinvestire per il campionato del Melfi. Il sindaco di Melfi Alfonso Navazio starebbe, nel frattempo, tentando di convincere il gruppo della famiglia Moretti, che aveva comunicato la volontà di farsi momentaneamente da parte, a rientrare nel sodalizio federiciano. Rimane ancora da definire, la questione legata alla cessione del bomber Gianluca De Angelis, unico giocatore sotto contratto del Melfi, che potrebbe fruttare alla società un buon introito economico.
FRANCESCO RUSSO
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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