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| Auto storiche, passione in rosa |
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6/07/2009
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| Cala il sipario sulla sesta edizione della 500 km di Basilicata. Alla competizione, suddivisa in Classica e Turistica, hanno preso parte 52 equipaggi. Solo i 29 piloti della Classica hanno corso per i punti della classifica del campionato italiano di Regolarità auto storiche. Alle 13 e un minuto il primo a partire è stato Giuliano Canè, con una rara Aston Martin modello Internazional del 1930. Al pluricampione della specialità sono seguiti i diretti concorrenti della scuderia Nettuno, Gianni Lenzi e Giordano Mozzi, quindi la Lancia Fulvia di Francesco Commare della Cars e via via le auto delle scuderie Aspas, Corse Estense, Promotorsport Green Rancin Club, Car Club Molise, Sirago, San Giorgio e 678 HMO. Due ore più tardi, alle quindici, hanno attraversato lo start le 23 auto della «Turistica».
Giuliano Canè, Aston Martin International del 1930, scuderia Loropiana, in testa al campionato italiano, ottavo nella classifica assoluta Top Driver 2009, commenta: «E' la prima volta che vengo alla 500 km. Essendo valida per il campionato italiano, la gara è molto importante perché ci sono dei punti in palio. È una gara di estrema validità». Gianni Lenzi, Volvo Amazon del 1963, scuderia Nettuno. Settimo nella classifica assoluta Top driver 2009, dice: «Per noi è una trasferta impegnativa, venendo dall'Emilia Romagna. Un impegno per un campionato che ci vede abbastanza tirati. La Basilicata è un bel trofeo, è il secondo anno che partecipiamo». Raf faella Mazzilli, driver Alfa romeo gt jounior 1300, 1975, scuderia San Giorgio spiega: «Stiamo partecipando al campionato del centro – sud e questa è la nostra quinta gara di quest'anno, ne faremo altre due a settembre. I risultati all'inizio non sono stati ottimi, ma stiamo migliorando». |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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