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Una cordata di imprenditori non lucani per la società del Melfi»

17/06/2009



Una cessione totale o parziale del Melfi a una cordata di imprenditori di fuori regione. È questa, l’eventualità scaturita dall’incontro che si è tenuto ieri tra il sindaco di Melfi Alfonso Navazio e il presidente dimissionario Giuseppe Maglione. Sembra di capire, infatti, che di atti concreti da parte di imprenditori locali per salvare la società e la squadra non ce ne siano stati. O almeno, siano stati troppo timidi per sperare in un intervento serio a favore del sodalizio normanno. Ed è spuntata, appunto, l’ipotesi che lo stesso Maglione avrebbe voluto scongiurare fin dall’inizio: la vendita della squadra ad un gruppo di imprenditori non lucani.
«Avremmo preferito, sinceramente - ammette l’imprenditore Maglione - un’altra soluzione. Di proposte concrete da parte dei locali non ne sono arrivate. E quindi stiamo valutando la possibilità di una cessione totale o parziale delle quote societarie. Un gruppo disposto ad acquistarle, in realtà, esiste. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Speriamo di definire tutto entro il 20 giugno». La situazione dunque è ancora incerta. E una delle poche strade percorribili, a questo punto, potrebbe essere quella di affidare il sodalizio ad una
cordata esterna, che a quanto pare esisterebbe.
La crisi societaria del Melfi era scoppiata a soltanto un paio di giorni dalla conquista della salvezza da parte della squadra. Ma già nel dopo gara, con i giocatori che festeggiavano la vittoria sull'Igea Virtus che valeva una stagione, il presidente Maglione aveva parlato di «ombre» sulla prossima stagione dei gialloverdi. Ombre che si sono trasformate in buio pesto, quando l’imprenditore ha annunciato le dimissioni dalla carica di presidente, seguite quasi immediatamente da quelle degli altri componenti del consiglio di amministrazione. Dopo quel gesto, Maglione ha consegnato simbolicamente la squadra nelle mani del sindaco di Melfi Alfonso Navazio, affinché ricoprisse il ruolo di mediatore con altri imprenditori eventualmente disposti a prendere in consegna la società.
Il primo cittadino ha da subito avviato i contatti con sponsor e forze economiche locali, cercando allo stesso tempo di far cambiare idea al presidente dimissionario. Dopo una prima fase di irrigidimento da parte dell’imprenditore, che si diceva «assolutamente convinto della sua decisione di rinunciare al Melfi dopo
15 anni di investimenti e di sacrifici» la sua posizione si era ammorbidita man mano che prendeva forma il piano messo in campo da Navazio per salvare la società calcistica cittadina.
Un piano, che vedeva da una parte il coinvolgimento di uno sponsor importante, dall’altra quello di un gruppo di imprenditori e di uno sponsor minore e dall’altra ancora il progetto di vendita di un migliaio di abbonamenti. Alla fine dei conti però, i segnali arrivati dagli imprenditori locali sono apparsi troppo timidi. Da qui, l’idea di cedere l’intero pacchetto azionario, o solo una parte, ad un gruppo non lucano ma soprattutto non melfitano.
FRANCESCO RUSSO
Gazzetta del Mezzogiorno


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