|
|
| Il Giro dei Due Sassi va al keniota Kipngetich |
|---|
14/06/2009
|
| Nashor Rugut Kipng etich si è aggiudicato la venticinquesima storica edizione del Giro dei Due Sassi, tagliando il traguardo a braccia alzate sul manto verde del XXI Settembre. Il forte podista keniota ha chiuso la gara di 8.400 km con il tempo di 26'59”, precedendo all’arrivo l’algerino Fi - lali Tajbet, che ha terminato in 27'02”, e l’altro atleta del Kenia Josphat Koech, terzo con 27'04”. Primo degli italiani D o n at o Becce della Rocco Scotellaro, settimo in 27'38”. «Una sensazione bellissima arrivare allo stadio e soprattutto al fianco dei migliori - commenta un soddisfatto Becce -. Sono contentissimo della mia gara e di aver vissuto un’atmosfera particolare». Tra le donne, si è imposta la marocchina del G.S. Matera Fa - tima Zaid, davanti alla connazionale Rakma Faraj, mentre tra le italiane ha brillato Sara Moretti, che ha terminato insieme alle primissime. Entusiasta a fine gara il presidente della Polisportiva Rocco Scotellaro Emanuele Vizziello. «Abbiamo festeggiato nella maniera migliore le nozze d’argento del Giro dei Due Sassi - dice Vizziello -. L’esperimento di abbinare calcio e atletica è pienamente riuscito e lo ripeteremo senz'altro. È stata una gara avvincente e imprevedibile, con tanti forti atleti al via e una numerosa partecipazione di amatori”. In totale, alla corsa podistica hanno partecipato oltre duecento atleti, segno che il movimento è sempre in crescita. «Si sono incrociate due manifestazioni con atleti di gran rilievo, e lo spettacolo ne ha beneficiato - commenta il presidente della Fidal regionale Michele Ferrara. Un plauso alla Scotellaro per l’ottima organizzazione. Questi atleti corrono davvero forte, è stato molto bello vederli arrivare sul verde. Speriamo che presto si possa correre anche sulle piste del nostro Campo Scuola, attraverso il loro rifacimento».
[n.veg.]
La Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |