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| Francavilla, domenica confronto tra società, amministrazione comunale e tifosi |
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11/06/2009
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| Sono giorni decisivi per il futuro della compagine sinnica. L’iscrizione al campionato di serie D è ancora appesa ad un filo. A questo punto se la società rossoblù come pare che sia, non avrà più intenzione di iscrivere la squadra al prossimo torneo, bisognerà capire se ci saranno i presupposti per l’ingresso di nuovi imprenditori, che sarebbero disposti a prendere in mano, le redini della società francavillese. Ma sono tutte ipotesi, sempre in attesa del confronto tra società, amministrazione comunale e tifosi, in programma domenica sera alle 20, presso l’aula consiliare della cittadina in riva al Sinni. Bisognerà prendere una decisione al più presto, perché il termine utile per l’iscrizione, con ogni probabilità il 12 luglio, si sta avvicinando a vista d’occhio. Nell’ipotesi più lontana, che la società venisse rilevata da un’altra cordata di imprenditori, i giocatori della vecchia rosa, sarebbero disposti a restare? E’ un punto interrogativo che verrà sciolto più in avanti. In questo momento, bisognerà risolvere la questione dell’iscrizione al campionato. Se lo augurano tutti gli sportivi di un’intera area. Al momento però, non è dato sapere cosa ci sarà in fondo al tunnel. E’ chiaro che ci sarà speranza fino all’ultimo, per cercare di raddrizzare la baracca. In caso contrario, salterebbe all’aria tutto il lavoro svolto in questi anni, dal sodalizio rossoblù, a partire dai molti giovani che ruotano intorno alla squadra maggiore, e che avrebbero il sogno di arrivare ad indossare la maglia del Francavilla. Nell’ambiente, dopo le esperienze negative dello scorso anno, che ha visto la scomparsa da parte di due importanti società calcistiche, come Lavello e Venosa, in riva al Sinni c'è il timore, che possa accadere la stessa cosa. Bisognerà riflettere molto bene sulle decisioni da prendere, per il bene della squadra e dell’immagine dell’area.
di Rocco Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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