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Genzano, Nei lascia senza rancori

10/06/2009



Dopo due travagliatissimi campionati di serie D, due successi in Eccellenza e una vittoria in Coppa Italia regionale se ne va. In punta di piedi. Senza rancori. Con la consapevolezza di aver dato quanto le sue possibilità gli consentivano. L’amarezza è tanta, ma le dimissioni sono irrevocabili. Il presidente Donato Nei dopo quattro anni lascia lo Sporting Genzano. Quattro anni a double face in cui la squadra ha conosciuto sì l’onda di due retrocessioni ma ha dato lustro al centro bradanico capace di competere fino all’ultima giornata con club blasonati e grandi centri. Ma ora inevitabilmente dopo ogni caduta si volta pagina. E ormai l’ex presidente Nei in una disamina a 360 gradi mostrando molta correttezza si assume anche le sue colpe.
«Proprio così. Se in quest’ultima stagione le cose non sono andate per il verso giusto le responsabilità sono anche del sottoscritto».
Dove ha sbagliato?
«Non mi nascondo dietro ad un dito. Sono state compiute scelte tecniche errate, sia a livello di allenatori che di giocatori».
Si spieghi meglio
«Sono convinto che con mister Bacci dall’inizio del torneo non saremmo retrocessi. Da lui che è arrivato alla guida del Genzano troppo tardi abbiamo imparato tutti qualcosa, anche noi dirigenti».
Ora invece c’è spazio solo per le recriminazioni
«Infatti con i suggerimenti di Bacci non avremmo comprato giocatori che poi si sono rivelati inutili doppioni».
I ragazzi però in campo hanno dato sempre il massimo.
«Questo è vero. Anche la dea bendata non ci ha dato una mano. Tutto ha congiurato contro. Però qualcosa non ha funzionato».
Che cosa?
«Il nostro tallone d’Achille è stato l’attacco. In tante gare abbiamo dominato senza però dare l’impressione di poter passare».
E adesso cosa farà?
«Inutile negarlo, la mia passione è il calcio. La porta dello Sporting è aperta a persone serie che abbiano voglia di continuare questo fantastico discorso. Il sottoscritto si fa da parte ma non negherà la collaborazione. Colgo l’opportunità offerta dalla Gazzetta per ringraziare chi si è impegnato fino in fondo come i dirigenti Titino Furone e Nicola Maraula. Ringrazio tutti gli altri dirigenti e quanti hanno avuto a cuore le sorti dello Sporting, come quei 25 fedelissimi che hanno seguito la squadra nell’e pilogo di Sant’Antonio Abate».

ANTONIO MASSARO
da Gazzetta del mezzogiorno


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