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| Melfi, all’orizzonte una società emiliana |
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10/06/2009
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| MELFI . Rimane nebulosa la situazione del Melfi, che ad una ventina di giorni dalla scadenza dei termini per l’iscrizione si ritrova ancora senza una società, dopo le dimissioni shock del presidente Giuseppe Maglione. A portare un piccolo bagliore nelle vicende calcistiche della cittadina normanna, c'è però la voce riguardante il presunto interessamento da parte di una società calcistica emiliana. Ci sarebbe stato, si vocifera, un incontro tra il dimissionario Maglione ed il patron di una compagine del Nord Est. Abbiamo provato a contattare l’imprenditore melfitano, per avere chiarimenti sulla vicenda, ma ieri il suo telefono cellulare non era raggiungibile. Sta di fatto, che le voci di una possibile collaborazione tra il Melfi e la società emiliana hanno riportato un minimo di tranquillità in un ambiente che fino a poche ore fa era decisamente giù di morale. Si apre infatti, una possibile strada che potrebbe portare alla soluzione della crisi societaria del sodalizio di via Attilio di Napoli e quindi all’iscrizione della compagine al prossimo campionato di Seconda divisione. Rimangono ancora voci, quelle riguardanti il mercato. I difensori Nicola Fumai e Nello Gambi potrebbero raggiungere mister Peppino Palumbo alla Paganese, mentre per l’attaccante Gianluca De Angelis le squadre interessate sono diverse (fra cui Cosenza, Real Marcianise e la stessa compagine azzurrostellata). Tutti i giocatori della rosa gialloverde sono comunque in scadenza di contratto. Ed è facile immaginare, che se entro pochi giorni non verranno risolti i problemi della società, ci sarà un esodo di massa da parte dei calciatori del Melfi. Nei prossimi giorni si dovrebbero conoscere i nominativi degli imprenditori che hanno tenuto incontri con il sindaco di Melfi, Alfonso Navazio. Il primo cittadino del centro normanno, infatti, ha assicurato che avrebbe detto qualcosa in più ad elezioni concluse, per evitare che il suo interessamento alle sorti del club federiciano venisse frainteso.
di FRANCESCO RUSSO
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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