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| Basket: buona prova dei giovani cestisti lucani |
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9/06/2009
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| | POTENZA - Buona prova della rappresentativa della Basilicata nella quinta edizione del Trofeo del Mediterraneo, torneo di basket maschile riservato ai giocatori nati nel 1995. Oltre alla selezione lucana hanno partecipato al quadrangolare calabrese, che si è svolto a Paola, le rappresentative di categoria della Campania, vincitrice lo scorso anno, della Calabria mentre non c’era la Sicilia, sostituita all’ultimo momento da una seconda selezione della Calabria con i nati nel 1994. La Basilicata, guidata dai coach Ambrico e Romano, ha esordito alla grande sconfiggendo nella prima giornata la Campania col punteggio di 72-67. Si è trattato di una vittoria di grande importanza a spese di una formazione molto quotata che vanta tradizione e tesserati in abbondanza in proporzione ad un bacino di utenza enorme. Nel secondo giorno i nostri ragazzi hanno fatto un passo indietro perdendo con la Calabria ’95 per 80-56, ma in questa fascia di età è impensabile attendersi grande continuità da atleti ancora troppo giovani. Il torneo si è concluso ieri con la Basilicata sconfitta, come da pronostico, anche dalla Calabria 94 per 80-57. Il torneo calabrese è servito ai tecnici lucani per rodare la squadra in vista del Trofeo delle regioni, in programma a Montecatini nella prossima stagione. Per la prima volta l’importante torneo nazionale sarà aperto a tutte le rappresentative regionali senza dover passare per le eliminatorie. «La vittoria ottenuta con la Campania – secondo Gianfranco Pace, responsabile regionale del progetto di qualificazione territoriale della Federbasket per i nati nel ’95 – costituisce di per se un risultato straordinario contro una delle formazioni più forti d’Italia. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare con questo gruppo cercando di fare test amichevoli per arrivare preparati all’appuntamento di Montecatini». |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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