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| Calcio D: Cupparo, "sono deluso dal comune, forse è tempo di smettere" |
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4/06/2009
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| FRANCAVILLA – La F.C. Francavilla a livello societario è ancora in stand bay. Se ne riparlerà intorno al dieci di Giugno, dove i dirigenti rossoblu si siederanno intorno ad un tavolo per discutere. Bisognerà capire le intenzioni di tutti per la prossima stagione, esaminare i problemi che ci sono e se qualcuno non ha voglia di assumersi le responsabilità, può farsi da parte. «Ora parlare di programmi per la prossima stagione – dice Franco Cupparo – è prematuro, dobbiamo discuterne con calma con tutti i dirigenti e azionisti». Però, adesso il problema principale in casa Francavilla, riguarda altro: «Sono molto dispiaciuto – dice Cupparo – dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale nei nostri confronti. Ancora non si è arrivati alla soluzione del problema che riguarda la somma che ci spetta dal comune. Hanno detto, nell’ultimo consiglio, che ancora devono ultimare i conteggi per vedere quanti soldi devono restituirci. Noi aspettiamo, ma ormai è passata una settimana e non abbiamo avuto nessuna risposta». Quindi, ancora non si è arrivati ad una soluzione. La società sinnica, avanza dalle casse comunali una somma di circa settanta mila euro, soldi spesi due anni fa, per la messa in sicurezza dello stadio “Nunzio Fittipaldi”. Lavori che vennero autorizzati dall’amministrazione comunale e che riguardarono le tribune, spogliatoi, sistemazione del manto erboso e dell’impianto di irrigazione. «Sono molto amareggiato – dice – da questa situazione, e dagli atteggiamenti nei nostri confronti, io credo che la visibilità che Francavilla sta avendo nel panorama calcistico, a loro non interessa affatto. Non c’è nessun interesse affinché ci sia un dialogo per arrivare ad una soluzione». Un problema quindi, che sicuramente andrà per le lunghe, visto che da un po’ che se ne parla e ancora non si è arrivati ad una soluzione. La speranza è quella di arrivare ad un accordo per risolvere nel migliore dei modi il tutto. «Purtroppo – continua il massimo dirigente del Francavilla – io sono un po’ stanco di questa situazione, vuol dire che a loro non piace come si fa sport a Francavilla, oppure hanno qualcosa nei confronti della società. Pazienza, se è così, vuol dire che smetteremo di fare calcio in questa comunità, visto che non ci viene consentito. Ma prima di farlo, dobbiamo risolvere questi problemi». Una situazione strana, che non dovrebbe mischiare la politica con lo sport. Queste cose devono restare separate, per evitare di rovinare un tessuto sociale che grazie al calcio, tiene molti giovani fuori da brutte tentazioni. «Ora – conclude Cupparo – abbiamo passato il tutto nelle mani di un legale che sta raccogliendo tutta la documentazione per poi fare una comunicazione alla corte dei conti, per vedere cosa si riesce a fare». In definitiva, un caso che per il bene di tutti, deve trovare una conclusione il prima possibile. Per poi, cominciare a parlare del calcio giocato.
Claudio Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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