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| Angelo Cristofaro fine del «sogno» |
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2/06/2009
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| Nessun rimpianto, è stata comunque una stagione da ricordare. Questo il pensiero di Donato Manniello, allenatore dell’Angelo Cristofaro, dopo la sconfitta per 1-0 sul campo del Montenero Calcio, nel ritorno del primo turno delle fasi nazionali dei play-off di Eccellenza. «E’ stata una partita equilibrata, ben giocata da entrambe le squadre – ha commentato Manniello – e alla fine ha vinto chi è riuscito a segnare. Dopo l’errore di Montenegro a inizio ripresa, loro hanno sciupato un paio di occasioni in contropiede, poi su una palla persa da noi a centrocampo ci hanno puniti. Ma abbiamo giocato un ottimo primo tempo, nel quale ci siamo divisi con i molisani le occasioni da rete, due a testa, fraseggiando bene e cercando diverse soluzioni offensive».
Per l’occasione, il tecnico bianco verde è passato dal 4-4-2 al 4-2-3-1, costretto dall’emergen za-squalifiche e dall’assenza di Villano. «Gli schemi lasciano il tempo che trovano – ha spiegato – nel senso che l’importante, per me, è stato l’approccio alla gara avuto dalla squadra. E’vero all’andata meritavamo più di una sconfitta per tre a due, ma il bilancio della stagione resta positivo. Meritiamo un applauso? Certo, anzi devo ringraziare i ragazzi che dal primo agosto ad oggi hanno lavorato sodo e si sono impegnati in maniera davvero encomiabile». E’ finita nell’abbraccio fra le due tifoserie, che come otto giorni fa a Oppido Lucano, hanno dato un esempio di vera sportività. Da Oppido Lucano sono arrivati in Molise una sessantina di sostenitori, che non hanno mai smesso di seguire la squadra: senza grossi clamori o coreografie, è vero, ma con la solita smisurata passione. Per l’Angelo Cristofaro cominciano le vacanze anche se Vaccaro e compagni avrebbero giocato, volentieri, almeno un altro paio di partite.
di ANTONINO PALUMBO
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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