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| Calcio: Viggiano, promozione storica merito di tutto il gruppo |
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31/05/2009
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| | POTENZA - E’ bello andare a giocare a pallone la domenica. E’ bello divertirsi, fare gruppo, vincere. E’ bello rientrare in paese, con i tifosi che ti aspettano in piazza, e festeggiano con te un’Eccellenza che sa di storia. A Viggiano, qualche mese fa, nessuno osava pronunciare la parolina magica. Eccellenza. Al massimo si puntava a un torneo di vertice, fra le prime cinque, poi chissà La massima serie regionale è invece realtà per la squadra del presidente La Neve e del tecnico Peppe Villani, che assieme a un gruppo coeso ed entusiasta ha regalato al centro della Val d’Agri un traguardo mai raggiunto prima d’ora. «I meriti sono sia di Villani, sia del gruppo di ragazzi – spiega La Neve – che hanno lavorato intensamente, allenandosi anche tre volte alla settimana. Un gruppo con pochi nomi illustri, ma con tanti juniores: spesso abbiamo giocato con tre o quattro under. E’ stata vincente anche la scelta di non tornare sul mercato a dicembre. Molti hanno preferito ritoccare le rose, noi abbiamo puntato sulla rosa creata a inizio stagione». La curiosità riguarda le cifre. Miglior difesa casalinga assieme all’Atletico Scanzano (5 reti) e seconda retroguardia assoluta dietro alla capolista Real Tolve (18), la squadra di Villani può vantare però il capocannoniere del torneo, Campisani, autore di 22 gol più quello decisivo nella finale play-off. Importanti anche i 12 centri di Sanchirico. Terminati i festeggiamenti, a Viggiano si pensa già al futuro. «Il mister è confermatissimo al cento per cento – conclude La Neve – così come quasi tutta la rosa. Puntiamo a rafforzare l’asse centrale della squadra, con due difensori, un centrocampista e una punta. Quest’anno abbiamo speso meno di altri raggiungendo l’obiettivo, ora dobbiamo valorizzare quanto fatto, a partire dai ragazzi della juniores, ancora al centro del nostro progetto». |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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