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| Calcio D: i sinnici impegnati a programmare la nuova stagione |
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24/05/2009
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| FRANCAVILLA – La formazione del Francavilla, terminato il campionato, prosegue la sua programmazione in vista della nuova stagione, la quinta consecutiva per il sodalizio sinnico. Ora, la società è impegnata a fare un suo riassetto interno, cercando di fare entrare nuovi dirigenti e nuovi imprenditori. Insomma, una sorta di rimescolamento delle carte, per cercare di portare al suo interno gente motivata e disposta a investire denaro. Intanto, sul fronte del calciomercato, l’entourage rossoblu è ancora in stand bay, visto che prima vanno sistemate queste questioni e poi si parte con la nuova programmazione per la stagione 2009/10. Sul fronte acquisti e cessioni nulla ancora è chiaro, ma sicuramente a breve, risolti questi problemi che riguardano le cariche dirigenziali, si comincerà a parlare di eventuali cessioni e acquisti. Poi ecco che spunterà molto probabilmente, il toto-allenatori, se nel caso la riconferma di Ranko Lazic, non dovesse arrivare, cosa al quanto improbabile, visto i buoni risultati del serbo in questi anni. Ricordiamo che l’allenatore siede ormai da tre anni sulla panchina rossoblu, ed una sua riconferma sarebbe la quarta. Ma una cosa è certa, chi dovesse prendere in mano le redini del gruppo, sicuramente avrà a disposizione una squadra all’altezza. Una formazione che come in questi ultimi anni, si è fatta sempre rispettare su ogni campo, ma soprattutto sul proprio terreno di gioco. Una stagione quella appena conclusa, che certamente ha pochi rimorsi, positiva per aver raggiunto in tranquillità la salvezza diretta, ma anche per aver totalizzato quarantasette punti in classifica, un record mai raggiunto prima, da quando il sodalizio sinnico partecipa alla D. Intanto, nella cittadina in riva al Sinni, cresce l’attesa per capire quali saranno i movimenti societari per la prossima stagione.
Claudio Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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