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| Automobilismo: Lavieri continua a stupire anche in Toscana |
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22/05/2009
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| POLICORO - Fa sul serio Antonio Lavieri nel campionato italiano di velocità in salita. Anche nella seconda prova del torneo, alla 37.ma edizione della salita dello Spino (Arezzo), il portacolori della scuderia «Policoro corse», si è confermato primo nella sua classe sino a 2000 centimetri cubi di cilindrata ottenendo anche un ottimo riscontro cronometrico tra le «Gran turismo». Ed è la seconda affermazione consecutiva dopo quella di Fasano, due domeniche fa. Insomma, si tratta di un ottimo esordio nelle auto moderne per il campione italiano in carica della velocità in salita ma per auto storiche. Tanto che il driver ionico, che corre con una Lotus Elise di 1800 di cc, non pare aver accusato la differenza tra i due tipi di veicoli. Alla salita dello Spino, che da Pieve Santo Stefano porta al passo dello Spino, su una distanza di 7 Km da percorreredue volte e classifica redatta per somma dei tempi, Lavieri ha ottenuto anche il secondo posto assoluto del gruppo «Gran turismo» piazzandosi alle spalle di una Corvette di 5000 di cilindrata ed una potenza di quasi 500 cavalli. Ma, qual è stato lo sviluppo della gara? La prima manche si è disputata con asfalto e temperatura ottimali ed il riscontro cronometrico è stato eccellente avendo impiegato pochi centesimi oltre i quattro minuti primi. La seconda manche, disputata con asfalto bagnato negli ultimi chilometri, non consentiva al pilota di Policoro di scendere sotto i 4 minuti. Resta, altresì, la soddisfazione di aver fatto fermare il cronometro a soli 13 secondi dal tempo record delle «Gran turismo» stabilito da una Ferrari 360 Modena nel 2007. La prossima gara che vedrà impegnato il pilota policorese è la Salita della Sila che si disputerà su un tracciato che porta a Camigliatello Silano l’ultima domenica di maggio.
Filippo Mele
La Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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