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Potenza, dopo la grande amarezza ora è necessario fare chiarezza

19/05/2009



POTENZA . E ora cosa accadrà? Quale sarà il futuro del Potenza Sport Club? Quale destino attende il club rossoblù dopo l’amara retrocessione in Seconda Divisione? I quesiti del «day after» rossoblù hanno lo stesso denominatore comune: il timore per quanto accadrà nel prossimo futuro. Resterà il solo Postiglione (con Pellegrino) alla guida del sodalizio rossoblù dopo la questa gestione fallimentare e la violenta contestazione della tifoseria? L’imprenditore salernitano rimarrà al suo posto oppure si defilerà in attesa di verificare i programmi della proprietà? Arriveranno nuovi soci ad affiancarlo per dare maggiore forza economica al club? Passerà la mano ad un nuovo gruppo che vorrà investire sul calcio potentino? Al momento l’unica certezza, confermata dallo stesso Postiglione, è la sua ferma intenzione a non mollare. Lo aveva detto già dopo la sconfitta di Taranto, lo ha ribadito dopo i tre «schiaffi» rimediati dal Benevento che hanno sancito il ritorno dopo due anni in Seconda Divisione. Un rilancio in piena regola, con tanto di promessa di allestire una squadra forte capace di tentare da subito il ritorno nella terza serie nazionale (si parla di un contatto con il ds del Cosenza Mirabelli per affidargli questo compito). Insomma cori ostili, fischi e insulti sono scivolati addosso al
patron che guada avanti anche se ha comunque «aperto» un varco alla possibilità di valutare eventuali proposte per la cessione di parte (nuovi soci) o dell’intero pacchetto azionario del club. Il tutto davanti un progetto serio perché «Siamo retrocessi ma non falliti e non lasceremo mai morire questa società». Il primo problema è comunque già all’orizzonte ed è legato alla nuova normativa sulla sicurezza negli stadi. Lo stesso patron rossoblù ne ha anticipato i temi sabato scorso durante la conferenza stampa pre partita. Il «Viviani» per poter ottenere l’agibilità nella prossima stagione dovrà subire una nuova operazione di restyling come un sistema di sicurezza interno ed esterno (video sorveglianza), nuovi spazi per far defluire gli spettatori, la sistemazione della sala del gruppo operativo di sicurezza (è stata individuata l’attuale sala stampa ma dovrà essere costruita una in sua sostituzione), l’indicazioni di steward (una quindici per uno stadio come il Viviani) con abilitazione. Tutte cose che richiedono spesa economica. Il problema evidenziato da Postiglione riguarda il particolare periodo con le elezioni in vista e la mancanza di certezze riguardo alle possibilità e dell’amministrazione uscente e di quella che dovrebbe insediarsi immediatamente dopo. Insomma tempi stretti per una serie di lavori che non possono aspettare. Il primo incrocio pericoloso, la prima prova per la società rossoblù che potrebbe avere più di un problema per superarla. Certo che la questione va affrontata senza perdite di tempo. In questa situazione va anche ricercata la possibilità di inserire forze fresche nel club per dare maggiore vitalità economico o addirittura, individuare un nuovo gruppo dirigente. Del resto dopo la retrocessione in Seconda Divisione e con un parco giocatore ridotto all’osso le richieste per entrare o acquistare la società dovranno, per forza di cose, essere minori rispetto al passato.

di SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del mezzogiorno


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