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| Tennis: Vinci, la «tigre» dello Jonio graffia anche a Palagiano |
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15/05/2009
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| POLICORO - Si chiama Marilina Vinci, ha solo 10 anni, ma le riveste specializzate del tennis già parlano di lei. Le ultime avversarie battute sono le undici che hanno preso parte al secondo torneo regionale (aperto ad atlete pugliesi e lucane) di Palagiano, svoltosi sotto l’egida della Fit (Federazione italiana tennis). Marilina, nata il 6.3.1999, in campo da due anni, iscritta al locale Circolo tennis, presieduto da Gerardo Galeazzo, ha battuto in finale Roberta Dell’Edera per 7-6, 6- 2. Allenata dal maestro materano Enzo Fiore, per la ragazzina di Policoro questo è soltanto l’ultimo dei tornei vinti. Nel suo palmares vi sono due tappe del trofeo Topolino 2008, con la sua partecipazione alla finale svoltasi a Torino. Partecipazione assicurata anche per l’anno in corso avendo già vinto la tappa dello stesso Topolino disputatasi a Matera nel marzo scorso dove ha battuto, in finale, Mariamar tina Baldassar ra, con il risultato di 6-2, 6-1. Così, pur considerando la sua giovanissima età, Marilina si sta facendo conoscere nel panorama tennistico femminile sempre alla ricerca di emuli di compionesse del valore, ad esempio, di Flavia Pennetta. Per ora, tiene alto il nome della Basilicata e del Circolo tennis Policoro. I tecnici la descrivono come «determinata, sicura, concentratissima in campo, capace di lottare dalla prima all’ultima palla senza lasciare spazio alle sue sfidanti”. Per il suo carattere combattivo è stata soprannominata «la tigre» e «rullo compressore». E nel numero di maggio de «Il tennis italiano», a pagina 154, è stata definita «una vera vincitrice schiacciasassi». Non resta che attendere per capire se le sue potenzialità diventeranno qualcosa di concreto. Per ora, Marilina gioca e si diverte. E questo, a 10 anni, è già una bella soddisfazione.
Filippo Mele
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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