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| Calcio: Policoro onora la stagione ed esce a testa alta dai playoff |
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13/05/2009
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| POLICORO - Emozioni a non finire anche nell’ultima gara dei playoff che il Policoro ha sostenuto ad Oppido con l’Ang elo Cristofaro, già qualificato per la finale spareggio con la Murese dopo il 4-0 con il quale aveva battuto gli jonici nella partita di andata. Impossibile pensare di poter recuperare, ma l’allenatore Rocco Labriola ci teneva ad uscire a testa alta, con una vittoria o con un pareggio. È arrivato il pareggio 3-3, con la goleada. Labriola, al ritorno da Oppido, non è però apparso soddisfatto, nonostante che la sua squadra abbia ottenuto il pareggio, rimontando dallo 0-3. «Abbiamo giocato - ha dichiarato - tutta la gara con la stessa intensità del primo tempo di Policoro, con l’eccezione di una diecina di minuti, dopo il loro primo gol, arrivato su un rigore inesistente. Fino a quel momento in campo c'eravamo solo noi, con molto gioco e tante occasioni. Sarebbe stato logico il nostro vantaggio, invece ci sono andati loro segnando su rigore. Un rigore che ha annichilito il Policoro che nel dieci minuti successivi ha subito altri due gol. Ci siamo ripresi ed abbiamo chiuso il primo tempo sul 3-2, andando in gol con Domenico Nuzzi su rigore e con Rocco Zizzamia. Nella ripresa, intorno alla mezz'ora, è arrivato anche per noi un rigore inesistente, trasformato da Zizzamia, con il quale il risultato si è attestato sul 3-3. E’ stata una gara davvero molto strana. Noi volevamo vincere ed abbiamo giocato anche bene. Loro con tre tiri hanno fatto tre gol». Per una strana coincidenza, il campionato si era chiuso il 1 maggio con l’ultima giornata in cui il Policoro aveva fatto visita all’Angelo Cristoforo. Fu proprio allora che gli jonici, vincendo 3-2, conquistarono il quinto posto in classifica, che significava i playoff. Sapete come è andata: 4-0 per l’Oppido in trasferta e 3-3 in casa. 14 gol in tre gare sono stati un bel vedere!
Nicola Buccolo
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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