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Pisticci trionfalmente in serie D. Valente: «È stata un’opera d’arte»

27/04/2009



PISTICCI. «Una vera e propria opera d’arte». Così ha definito la promozione in serie D il tecnico gialloblù Antonio Valente, pisticcese doc, alla sua terza scalata in serie D, la seconda alla guida del Pisticci. Un commento che spiega meglio di qualunque altro il valore di quella che è una vera e propria impresa. Un traguardo inimmaginabile ad inizio stagione. Proprio per questo, al fischio finale, ben preso il tappeto verde è stato letteralmente preso d’assalto dal popolo gialloblù che ha voluto abbracciare da vicini i propri beniamini. E così, dopo 9 anni di attesa (era il maggio del 2001), la cittadina jonica assapora nuovamente il gusto del trionfo nel massimo campionato regionale. In quel caso, era il 5 maggio, il Pisticci, sempre allenato da Valente, battendo il Bernalda coronò il suo sogno. In questo caso, vittima predestinata è stata l’Atella Monticchio, squadra apparsa frastornata e mai realmente in partita, letteralmente tramortita dalle reti di Anselmo Grieco, Salvatore Buonomo, Alessandro De Nittis e Antonio Guarino. Ma l’attesa era spasmodica e, già quando mancava più di un’ora all’inizio, gli ultras gialloblù hanno assiepato le gradinate del Michetti. Il popolo del «Ghetto Ultras» 1982 e quello di «Identità Pisticcese» hanno preparato una coreografia da favola: 400 palloncini gialli e blu, una miriade di bandiere, uno striscione lungo l’intera tribuna. E mentre il Pisticci effettua il riscaldamento, il popolo è già in fermento: iniziano i cori, per i giocatori, per il tecnico e la società. Le componenti che hanno reso possibile un’opera d’arte. Poi i 22 entrano in campo ed inizia la festa: nessuno, neanche la squadra avversaria, pensa seriamente ad una debacle del Pisticci. Al gol con Grieco inizia il tripudio: La squadra festeggia la prima rete con i tifosi, sedendosi sulla pista di atletica, per ricevere l’applauso del pubblico. Al raddoppio di Buonomo si capisce che, ormai, è solo questione di tempo. Ed la tribuna si sbizzarrisce: canti e cori per tutti e tanto entusiasmo. Che contagia finanche il primo cittadino, Michele Leone, che indossa una divisa del Pisticci e l’immancabile sciarpa al collo. Per Leone la vittoria di quest’anno fa il paio con quella dell’anno scorso ma, soprattutto, coincide con i 2 anni di sua amministrazione. «Allora, l’anno prossimo si va in C2», gli chiediamo. E lui, secco: «Perché, ha dei dubbi?». Ricomincia la ripresa e si susseguono le reti: De Nittis triplica, Guarino fa poker. Sono gol made in Pisticci e, forse, hanno un sapore diverso. Poi, il triplice fischio. Che mette fine alle attese. Il Pisticci è in serie D. Ed allora, via ai festeggiamenti, che ben presto si spostano dentro e dinanzi agli spogliatoi: mamme, fidanzate, padri, amici. Tutti uniti da un’unica fede: quella gialloblù. Non mancano le lacrime ed i gavettoni a base di spumante. Ed un giro di campo in mutande, per la gioia delle teenager. Infine, il corteo di auto per le vie del centro. In attesa della festa del 1° maggio.

Piero Miolla
La Gazzetta di Basilicata


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