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| Lopatriello al giro di boa della traversata oceanica |
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17/04/2009
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| POLICORO - E' arrivato al giro di boa Francesco Lopatriello, giovane policorese, che a ridosso della primavera è partito per una traversata oceanica dall'Europa all'America. Infatti nel momento in cui scriviamo (14 aprile) l'equipaggio, composto anche da due spagnoli e un toscano, è di ritorno verso il vecchio continente. Fortunatamente il tempo finora è stato clemente tanto da far navigare i quattro ragazzi con tranquillità, come da programmi, ad una media di 6,7 nodi all'ora; e se le condizioni meteo dovessero perdurare così come sono in questi giorni, l'arrivo è previsto per fine mese percorrendo 200 chilometri al giorno mancandone 3000 prima di toccare terra. Più di trenta giorni dunque di navigazione a bordo dalla nave “Anita”, lunga di quindici metri, in mezzo all'Oceano Atlantico sono più che sufficienti per temprare qualunque skipper: un'esperienza unica con pochi precedenti in passato che porterà i quattro ragazzi ad orientare la bussola dritti dritti allo stretto di Gibilterra, isole Canarie o il Portogallo tra un paio di settimane. Finora, da comunicazioni pervenuteci, la traversata è stata indolore senza nessun pericolo per l'incolumità dei “passeggeri” avendo trovato solo il mare leggermente mosso in alcuni tratti in questo viaggio, sia di andata che di ritorno, e avendo superato tranquillamente da pochi giorni anche il temuto triangolo delle Bermuda, dove si concentrano forti correnti, dopo aver toccato “Fort de France” (Mar - tinica), la boa, a fine marzo. Meno male che la partenza è stata rinviata di qualche mese, altrimenti con il mare il tempesta la traversata sarebbe stata sicuramente burrascosa. Già perché inizialmente la data del viaggio- avventura era stata fissata per questo autunno, ma poi il buon senso dei ragazzi ha prevalso sulla spregiudicatezza dell'età e rinviato i programmi a primavera. Finora i quattro skipper, che si tengono in contatto con famiglie e amici via telefono, giudicano l'esperienza esaltante per le forti emozioni che trasmette e probabilmente da ripetere, magari a bordo di imbarcazioni più conosciute e di conseguenza trasformare questa passione in lavoro, oltre che consigliabile agli amanti del mare e del rischio.
Gabriele Elia
Il Quotidiano della Basilicata |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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