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| Volley B2: Sidel Lagonegro, tra sentenze e allenamenti ecco il Mymamy |
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27/03/2009
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| | Settimana della verità per la Sidel: nessuna squalifica nè multa, dopo i fatti di Salerno. È questa la sentenza della commissione di appello Federale della Fipav che questa mattina si è pronunciata dopo aver ascoltato i Dirigenti lagonegresi, giunti in capitale per il ricorso al provvedimento che, in un primo momento aveva inflitto tre giornate di squalifica al centrale della Sidel Ruggiero e una ammenda di 1000 euro per la società. Tale decisione giungeva mercoledì sera a seguito dopo l’affissione all’albo nazionale del bollettino ufficiale, che destava sconcerto e sdegno nella società lagonegrese a seguito dei fatti accaduti a fine gara lo scorso sabato 21 marzo, tra Indomita Salerno e Sidel lagonegro. Ricordiamo che nel momento del saluto finale i giocatori della Sidel subirono aggressioni fisiche e pesanti calunnie. Che non si fosse trattato di scaramucce tra giocatori, è stato chiaro da subito e poi confermato dagli stessi degli uomini della Sidel, barricatisi negli spogliatoi, da cui uscirono soltanto scortati dalle forze dell’ordine. Ascoltati i fatti sull’accaduto descritti dal Presidente della Sidel, Salvatore Cosentino e dal team Manager Nicola Tortorella, questa mattina la commissione federale ha così annullato tutte le sentenze iniziali nei confronti della società lagonegrese che, come aveva già dichiarato in precedenza, ha subito una “ingiustificata ed immotivata aggressione” a fine partita. Soddisfazione nell’ambiente lagonegrese per l’esito del ricorso in appello federale. “In queste settimane di duro lavoro- ha dichiarato il Presidente Salvatore Cosentino- alla vigilia di due importantissimi match, con il Mymamy domani e poi con il Molino di Sicilia, questa è una notizia che ha il sapore della giustizia.” “Il nostro ringraziamento- conclude il team manager della Sidel- è per il legale rappresentante della società, l’Avvocato Tonia Risolino, che ha scrupolosamente ricostruito gli avvenimenti nella memoria difensiva presentata in appello, permettendoci di chiarire le nostre posizioni”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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