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| Calcio D: Matera, i silenzi di una crisi |
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25/03/2009
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| L’amarezza di aver perso l’ennesima occasione per raddrizzare una stagione è grande nell’ambiente biancazzurro. «Traditi dai nostri idoli», «Indegni di questa maglia» e via via su questa stessa falsariga gli slogan dei tifosi al Mazzella di Ischia dopo il due a uno. Momento delicato o critico? Forse entrambi, perchè sono due considerazioni che viaggiano a braccetto. Le risposte non le daranno i calciatori del Matera, il tecnico o i dirigenti, ma solo il campo. La società ha cucito la bocca a tutti. «Unico abilitato a parlare è il direttore generale Giuseppe Fragasso-recita il comunicato di ieri che seguiva quello dell’annuncio del silenzio stampa». Le ragioni sono racchiuse in poche righe. «Visto il momento delicato che sta attraversando la squadra e le importanti e vitali gare in programma-si legge nel documento della società- nelle prossime giornate, è stata presa tale decisione per creare una certa tranquillità nell'ambiente, per poter riflettere, nella piena armonia, e ripartire più distesi, soprattutto mentalmente, in campionato, visto che si entra ora nella fase calda del torneo. La dirigenza, pur rispettando il diritto di cronaca, ha deciso quindi, in questa cruciale fase di campionato, di dare priorità assoluta all'interesse della società e della squadra, affinchè possa continuare a svolgere il proprio lavoro nel massimo della serenità possibile». A sette giornate dalla fine al Matera servono almeno tre vittorie al Matera per centrare la salvezza senza i play out. Un obiettivo che a inizio campionato non era certo nei programmi. Presto per fare i processi, ma è chiaro che vedere una squadra che lotta è un qualcosa che amareggia chi per incitare la propria squadra del cuore percorre la penisola italiana in lungo e in largo sobbarcandosi chilometri e spese ingenti. A Ischia il sole dell’iso - la non ha riscaldato più di tanto dei ragazzi che avrebbero voluto vedere i propri beniamini metterci il cuore che invece hanno buttato in campo i gialloblù di Impagliazzo, ovvero un nugolo di ragazzi di cui ben sei under in campo e altrettanti in panchina. Non ha funzionato nemmeno tatticamente il Matera ed è chiaro che c’è da comprendere cosa abbia portato al tecnico Franco Danza a variare quelle che erano le intenzioni emerse nell’incoraggiante amichevole con la Juniores di Basilicata giovedì scorso. Non è una questione di uomini, ma interrogarsi perchè La Fortezza abbia dovuto giocare da solo contro tutti è un cruccio che rimarrà a lungo. Già nella ripresa, quando Malagnino l’ha supportato, le cose sono migliorate ma è chiaro che le due punte di quello che avrebbe dovuto essere un rombo, La Fortezza e Chisena, erano distanti almeno cinquanta metri e Risi dalla sua parte soffriva il fatto di essere un’ala e non un centrocampista votato al raddoppio su Alvino che ha messo in crisi più volte De Santo. Se a questo viene aggiunta la giornata, la prima, negativa di qualche mostro sacro ecco servite delle falle incontenibili nella difesa costate l’ennesima figuraccia stagionale, la terza di fila in una caduta verticale preoccupante. Basterà il silenzio stampa. Vedremo. Questo provvedimento va rispettato (pur non essendo condiviso da qualsiasi media), ma è chiaro che gli equilibri sono ormai incrinati e forse questo provvedimento avrebbe migliore definizione se fosse identificato come il silenzio dei colpevoli.
Renato Carpentieri |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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