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| Calcio D: Francavilla, cambiare atteggiamento |
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18/02/2009
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| FRANCAVILLA – Il Francavilla di mister Ranko Lazic, dopo la sconfitta subita a Bitonto, cerca adesso di riordinare le idee in vista del match casalingo di domenica prossima contro l’Angri. Gli allenamenti della squadra proseguono sotto l’attento sguardo dello staff tecnico, che dovrà cercare di far recuperare la forma migliore a tutti i suoi uomini. Le sedute, vengono svolte con la dovuta attenzione presso il “Gian Battista Rossi” di Senise, per evitare di compromettere il manto erboso del Fittipaldi, che necessita di un dovuto riposo. La gara disputata a Bitonto di certo, non ha convinto tutto l’ambiente sinnico, che dopo essere passato in vantaggio, ha inspiegabilmente tirato i remi in barca, consentendo così ai neroverdi di avanzare il loro raggio di azione. Un colpo di coda dell’avversario, però, era da aspettarselo. Invece, al Francavilla è successo di dover tirare il freno proprio quando si doveva dare fondo a tutte le energie, per cercare in tutti i modi di difendere il prezioso vantaggio acquisito. Così, da quella che doveva essere una trasferta da dove recuperare dei punti preziosi, si è tornati a casa con un pugno di mosche in mano. Un’azione di presunzione, come ha dichiarato il tecnico Lazic, che si aspettava dai suoi uomini, molta più rabbia agonistica. «Non dobbiamo montarci la testa – ha dichiarato - ma restare con i piedi per terra. Tutti erano convinti di poter andare a vincere a Bitonto, ma purtroppo non bisogna perdere il contatto con la realtà». Adesso, bisogna immediatamente rialzare la testa dopo quello che è successo, la gara di Bitonto deve essere di esempio per gli errori e magari per delle manovre e delle tattiche da modellare e rivedere durante questa settimana di preparazione. Ormai, le inesattezze devono fare posto alla precisione e soprattutto alla rabbia agonistica, che nelle gare decisive non deve mai mancare, se si vuole ambire a traguardi importanti. L’obiettivo del patron Franco Cupparo è sicuramente quello di raggiungere quanto prima la salvezza e poi perché no, togliersi qualche soddisfazione. Se poi, dovesse arrivare qualcosa di più ambizioso, allora perché non provarci con tutte le forze. Ma naturalmente c’è da cambiare mentalità, nella gestione delle gare, soprattutto in trasferta dove, sembra che la paura renda incapaci di portare a casa l’intera posta in palio.
Claudio Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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