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| Calcio D: al Matera occorre una buona dose di cattiveria in più |
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17/02/2009
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| MATERA - Non è facile da accettare, dopo aver condotto per una buona ora il match, doversene tornare a casa con le pive nel sacco. Dopo il gol subito, il Fasano non si è accasciato e ha chiuso sul 2-1. Ha tirato fuori quella vitalità che, al contrario, avrebbe invece dovuto dare vigore ai biancazzurri. Un colpo di coda dell’avver - sario, però, era da aspettarselo. Invece, al FC Matera è successo di dover tirare il freno proprio quando si doveva dare fondo a tutte le energie. È chiaro che, in un frangente simile, la situazione è stata complicata dalla solita sfortuna e dalla ormai abituale svista arbitrale. Così, da quella che doveva e poteva essere una fruttuosa trasferta, si è tornati a casa con un pugno di mosche in mano. «Peccato. Poteva venire un risultato positivo che avrebbe potuto ancora di più rilanciarci - è il commento del vice-presidente Cosimo Cinnella -. Speriamo che nelle ultime cinque trasferte che ci restano, oltre ai sette turni in casa, si riesca a essere più cinici e pronti al momento opportuno». In che senso? «Voglio dire, che i ragazzi mi auguro recepiscano che bisogna vincere le partite buttando il pallone anche in tribuna, se è il caso. Spesso, facendo un buon gioco, alla fine rischi di ritrovarti all’asciutto. Bisogna, invece, sapere approfittare quando si va in vantaggio, essere più determinati e cattivi e saper continuare con questo atteggiamento a prescindere dagli errori arbitrali. Anzi, proprio perché su questi ultimi non ci possiamo fare nulla, sarebbe opportuno essere più accorti a non fermarci mai e finché l’arbitro non fischia dobbiamo stare sulla palla. Pecchiamo su questi aspetti». C’è da cambiare mentalità, dunque, nella gestione delle gare. «Soprattutto in trasferta. Sembra come se siamo noi a metterci in condizioni di debolezza e alla fine sembriamo incapaci di portare a casa i tre punti. approccio a gare esterne come se ci andiamo a cercare noi la debolezza e non saper portare a casa i tre punti. A Fasano è stato davvero un gran peccato perdere visto che eravamo partiti abbastanza determinati e, in effetti, non abbiamo rischiato nulla nel primo tempo, equilibrato, e nel corso del quale abbiamo contenuto i nostri avversari. Siamo stati, a dire il vero, anche sfortunati. E questa volta la jella ha preso la forma del portiere under Corno, un debuttante che ha tolto dall’angolino un bel tiro di Chisena che, se fosse entrato in rete, ci avrebbe assicurato il raddoppio. Per non parlare della clamoroso fallo su Di Santo: invece di darci a favore la punizione, l’arbitro ha fatto continuare il gioco lasciando che andasse in rete chi, invece, doveva essere fermato».
ENZO FONTANAROSA |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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