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| 1^divisione: Potenza, quotazioni in calo |
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14/02/2009
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| La sconfitta di Arezzo, peraltro ampiamente prevedibile, ha portato a galla le numerose contraddizioni che stanno caratterizzando la stagione del Potenza. E nonostante l'amena e risibile decisione della società di dividere lo spogliatoio in tre gruppi, a conferma che il mondo del calcio non finisce mai di stupire, la verità incontrovertibile è che il gruppo dei giocatori del Potenza di sicuro non sembra remare nella stessa direzione. E per tutti questi motivi, nonostante la fiducia illimitata di società e tecnico, la permanenza in Prima Divisione rimane un obiettivo molto difficile da raggiungere. Se n'è accorto anche Arleo che non ha mancato di sottolineare, dopo i 90 minuti di Arezzo, che l'atteggiamento della squadra o di parte di essa non gli era affatto piaciuta e che da questo momento non guarderà in faccia più nessuno nel momento in cui deciderà gli uomini da mandare in campo la domenica. A ciò si devono aggiungere le parole del patron Postiglione che da parte sua, pur confermando la piena fiducia al tecnico rossoblu, non ha nascosto la sua delusione per certe decisioni di Arleo ad Arezzo che non gli sono andate per nulla a genio. E bisogna dire che dal suo punto di vista o meglio da quello della società. Postiglione potrebbe avere le sue ragioni. Nel senso che, parlando delle scelte tecniche fatte ad Arezzo, ha sottolineato che nel mercato di gennaio la società ha operato per cercare di migliorare, secondo la sua opinione, quei reparti che avevano bisogno di maggiori interventi. Riferimento preciso a Suppa e a Mangiapane ingaggiati per giocare a centrocampo e che invece a sorpresa con l'Arezzo o non sono stati proprio utilizzati all'inizio come Suppa o addirittura come l'ex della Nocerina impiegati in attacco e non in mezzo al campo. Senza contare la vicenda Cozzolino e il fatto di insistere su Berretti in un ruolo non appropriato. E qui sorge una domanda: se Arleo non era convinto che Mangiapane potesse risolvere i problemi del centrocampo del Potenza, perché non l'ha fatto presente ai dirigenti per sconsigliarne l'acquisto? La verità, molto amara per chi tiene davvero a cuore le sorti del Potenza, è che la stagione è cominciata male con tutti gli errori che sono stati fatti nell'allestimento dell'organico, basti ricordare i tre allenatori succeduti sulla panchina, i due preparatori atletici non idonei prima della scelta definitiva e appropriata di Andrea Santarsiero e, aspetto non secondario il cambio in corsa tra luglio, agosto e settembre dell'organico, prima di arrivare dopo tanti arrivi e partenze, a quello definitivo che finirà il campionato e che sta proseguendo peggio tra mille problemi e contraddizioni che certo non giocano a favore delle possibilità di salvezza del Potenza. E domenica arriva al Viviani una delle squadre più in forma del campionato, la Paganese di Capuano capace di andare a dominare a Pistoia e domenica scorsa di mettere sotto la corazzata Benevento. Questo per dire che ci vorrà un Potenza completamente diverso dai precedenti per sperare nella vittoria. In riferimento a questo argomento, c'è da dire che adesso non è più il momento degli esperimenti e delle mutazioni camaleontiche della squadra. Arleo farebbe bene a puntare su una formazione ed insistere sempre su quella. Abbandonando tutte le alchimie di natura tattica che hanno caratterizzato le esibizioni precedenti. Come quella di presentare una domenica la difesa a tre ed un'altra quella a quattro, ovvero un centrocampo a due o a tre con due esterni, un trequartista ed una punta centrale. Tutti moduli che mal si sposano con le caratteristiche dell'organico del Potenza e che non possono assicurare in alcun modo l'equilibrio necessario alla squadra né in fase di interdizione, né in fase di costruzione. Con l'organico definitivo uscito dal mercato di gennaio, il modulo più congeniale è il 4-4-2. Con Dei. Di Bella, Cuomo e Patarini davanti a Gropponi, Lolaico, Cammarota o Sabatino, Suppa e Mangiapane, quest'ultimo come trequartista sull'out sinistro che poi sarebbe il ruolo più adatto alle sue caratteristiche a centrocampo e due attaccanti da scegliere tra Cantoro, Nolè, Cozzolino, Berretti e Scardini. Con tale assetto il Potenza avrebbe maggiore equilibrio in tutte le zone del campo e assicurerebbe un filtro più consistente alla difesa e potrebbe offrire più palloni giocabili agli attaccanti sia dalle fasce laterali che per linee centrali.
SQUADRA Intanto, in vista del difficile impegno con la Paganese, Arleo ha provato ieri, nel test infrasettimanale con la formazione Berretti, la probabile squadra che dovrà affrontare i campani. Al galoppo eranno assenti i due difensori Di Bella e Patarini alle prese con qualche leggero acciacco muscolare che non dovrebbero metterne in dubbio la presenza domenica prossima e il centrocampista Mangiapane recatosi a Salerno presso un centro fisioterapico per cercare di recuperare dalla distorsione alla caviglia accusata mercoledì. Lo staff tecnico e sanitario sperano di avere disponibili tutti e tre gli atleti e di mandarli in campo contro l'undici di Capuano. In virtù di tali assenze Arleo ha schierato la difesa con Dei. Cuomo, Porcaro e Lolaico. Sabatino, Suppa e Cammarota in mezzo al campo e Sarno, Cantoro e Cozzolino davanti. E' chiaro che uno tra Di Bella e Patarini prenderà il posto di Porcaro mentre Mangiapane, se riuscira a smaltire l'infortunio, andrà probabilmente ad occupare il posto di Sarno. Da ciò si evince che a pagare per la cattiva prestazione di domenica scorsa con l'Arezzo saranno Nolè e Berretti che verosimilmente si accomoderanno in panchina. Intanto tra la tifoseria e il patron Postiglione è sceso il gelo dopo che mercoledì pomeriggio sono stati rimossi dalla curva alcuni striscioni di contestazione all'operato della dirigenza. E' probabile che domenica prossima i tifosi organizzati, infastiditi e non poco dall'atteggiamento della dirigenza, stiano già pensando ed organizzando una forma di protesta più clamorosa nei confronti della dirigenza. Pur, come consuetudine, non facendo mancare il sostegno alla squadra che dovrà cercare di battere la Paganese.
Rocco Sabatella |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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