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| Il Francavilla è pronto alla sfida |
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30/01/2009
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| FRANCAVILLA . In casa rossoblù c'è grande fiducia nei propri mezzi, in vista della prossima gara di campionato.
I sinnici affronteranno tra le mura amiche dello stadio «Fittipaldi» i pari nome del Francavilla Fontana. Il tecnico Lazic, non avrà a disposizione Nicolao e Scarnato, fermati per un turno dal giudice sportivo. Sulla via del recupero, gli acciaccati Campo e Pioggia, invece da valutare meglio le condizioni di Gioia, che risente di una leggera contusione alla gamba. Entrambi sono affidati alle cure del fisioterapista Angelo Lo Perfido, che proverà l’ennesimo miracolo per rimetterli in sesto.
Per quanto riguarda i brindisini, non siederà in panchina il tecnico Francioso, squalificato dal giudice sportivo, per ben quattro turni. Con il direttore generale del Francavilla, Antonio L’Amico, abbiamo parlato del delicato incontro di domenica pomeriggio. «Sarà una gara, tra due squadre che stanno bene. Sia noi che loro, -dice
L’Amico- stiamo attraversando un ottimo momento. Anche se, pensiamo di essere un po' in credito, se si considera la gara di domenica scorsa, pareggiata dal Grottaglie al 96'. Non voglio stare qui a polemizzare - commenta -, ma è stato troppo evidente, che la terna arbitrale, voleva che le cose dovevano andare in quel modo». Dunque, dure le accuse del direttore generale del Francavilla, nei confronti della terna arbitrale, «colpevole» secondo L’Amico, di aver favorito la squadra pugliese. «Ci appresteremo ad affrontare questa gara - continua il direttore generale della compagine sinnica-, contro gli amici di Francavilla Fontana, con la consapevolezza che sono una buona squadra. Dal canto nostro, vorremmo fare nostra l’intera posta in palio, sfruttando il fattore casalingo. C'è fiducia nel nostro organico, nonostante l’assenza di Nicolao e Scarnato per squalifica. Dovremmo recuperare - conclude - anche Pioggia, Campo e Gioia, che sono acciaccati». Quest’oggi, nuova seduta di allenamenti.
Rocco Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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