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| Il Potenza batte il Lanciano ma la società non sorride |
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26/01/2009
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| Contava solo vincere. Per la classifica, per il morale, per dare un senso a questo campionato. Il Potenza ci è riuscito, magari non ha incantato sotto il profilo del gioco ma alla fine ha incamerato tre punti «pesanti» che, almeno per una notte, lo allontanano dalla scomoda posizione di «fanalino» di coda. Eppure nel dopo partita i volti sono tirati, di sorrisi se ne vedono pochi. Alla dirigenza rossoblù non è piaciuta la contestazione, con tanto di volantino distribuito prima del match, di parte della tifoseria in disaccordo con le strategie di mercato del club. Nel mirino è finito patron Postiglione ma la prima reazione è del presidente Pellegrino. «Oggi ci sono state cose che non mi sono piaciute. Se in futuro sentirò ancora cori ostili contro Postiglione, insulti gratuiti alla persona, allora sarò io il primo ad andarmene. Ci sta la critica al mercato, alle scelte tecniche, non gli insulti alle persone. Riguardo alla partita avevamo chiesto alla squadra una prova di carattere che, almeno nel secondo tempo, abbiamo visto».
Più accomodante il commento di patron Postiglione che ha preferito soprassedere alla contestazione. «Dedico questo successo - ha dichiarato - ai nostri tifosi che hanno dimostrato di essere vivi come la squadra nel secondo tempo. A fine partita abbiamo fatto i complimenti al gruppo ma abbiamo anche ribadito che da oggi in avanti non ammettiamo più errori. Tutti sono utili ma nessuno è indispensabile chi non se la sente di andare avanti deve dirlo subito ed andare via». Un discorso inatteso visto il risultato del campo che incrocia un mercato ancora tutto da definire. «Noi alla salvezza ci crediamo - ha continuato Postiglione - e siamo pronti a lavorare per rafforzare l’organico. Dobbiamo però eliminare quelle “zavorre” che ci portiamo dietro da tempo. Mi riferisco ai vari Momntesanto, Pires, Mamede, Vianello. Posso comunque che entro le prossime 48, 72 ore qualche risultato in questo caso lo avremo. Le entrate? Il mercato chiude i battenti il 2 febbraio e da sempre è noto che le operazioni importanti si chiudono nell’ultima settimana. Molti giocatori che oggi fanno i difficile verso la fine sono più malleabili».
Riguardo la partita vinta con il Lanciano il proprietario del club ha rimarcato «l’ottima prova di carattere della squadra nel secondo tempo condita anche da alcuni momenti di buon calcio. Nel primo tempo i ragazzi erano bloccati dal nervosismo, dall’importanza della posta in palio per cui si sono espressi con una certa difficoltà. Alla distanza è venuto fuori l’orgoglio di questo gruppo che oggi ha dato il massimo in campo».
Sandro Maiorella
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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