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| Volley B2: risolti i problemi del palazzetto per la Sidel Lagonegro |
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20/01/2009
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| Sembrano risolti i problemi strutturali che la settimana scorsa hanno bloccato gli allenamenti della Sidel. Ad impedire le sedute la scorsa settimana non sono stati gli infortuni ma altre difficoltà, legate alla struttura del Palasport. Il palazzetto lagonegrese infatti non è riuscito ad assicurare le dovute scorte di riscaldamento e acqua calda, necessarie per svolgere gli allenamenti da parte della Sidel. Alcuni problemi si erano già avuti ad inizio anno, ma in questi giorni si sono acutizzati a causa della mancanza di rifornimenti necessari per svolgere con tranquillità tutte le sedute, assicurando ambienti e docce calde. Le autorità preposte, attraverso i tecnici comunali, avrebbero dovuto provvedere alla manutenzione ordinaria della struttura, ma non essendo ciò avvenuto, la società e gli atleti sono stati costretti la scorsa settimana a svolgere gli allenamenti in condizioni poco salutari o addirittura a saltarli in alcune occasioni. “Questa situazione- spiega il team manager della società Nicola Tortorella - ci ha causato non pochi problemi ma ad oggi sembra che la situazione sia rientrata”. Quella che si sta svolgendo in questi giorni è una settimana difficile per la Sidel che prepara il match contro l’agguerrito Catona, di scena sabato. Impegno non facile per gli uomini del Presidente Cosentino che chiudono il girone di andata ospitando la quarta in classifica, che non nasconde le sue velleità di promozione. Dal loro canto i lagonegresi vorranno allontanare il ricordo dell’ultima partita contro il Catanzaro, persa per 3-0. Un match in cui soprattutto il direttore di gara ha fatto la differenza nella prima frazione di gioco, annullando la palla set a favore dei lagonegresi e dando così la possibilità prima del pareggio e poi del vantaggio, al Catanzaro che ha approfittato sul finale per avere la meglio.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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