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| Volley B2: la Sidel Lagonegro sconfitta a Catanzaro |
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17/01/2009
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| Partita da dimenticare per la Sidel. Un dodicesimo turno che lascia l’amaro in bocca agli uomini di Cosentino, che non riescono ad entrare in partita e lasciano sul terreno dello Stirparo tre punti importanti. Eppure l’inizio di partita non sembra annunciare una disfatta per la Sidel. Primo set è equilibrato con entrambe le formazioni che non lasciano ampi margini. Si procede di punto in punto e sul finire, quando la Sidel prova il doppio passo sul 25-24 i calabresi recuperano e chiudono sul 27-25. Nella seconda metà di gioco sono sempre i calabresi ad andare avanti sul 13-10, un vantaggio che prosegue poi fino alla fine del set. la Sidel non riesce a fare il suo gioco, con molti errori in ricezione e poco lucidità nei servizi. Il secondo set si chiude sul 25-19 per il Catanzaro che prova poi a mettere la firma sulla partita. Il cospicuo vantaggio di 20-10 fa ben sperare ai calabresi che lasciano la Sidel molto indietro. L’ultimo parziale, 25-11, è disarmante per i lagonegresi che appaiono incapaci di reagire contro un’avversaria alla pari, almeno sul piano della classifica. Sicuramente sarà un partita da dimenticare per la Sidel con molti atleti irriconoscibili che non hanno dimostrato voglia di reagire in un match che poteva andare diversamente. Tutto dunque da rifare e rimettere al prossimo turno casalingo.
STIRPARO CATANZARO: Ferraiuolo, Scalise, Stirparo B., Dolce, Benenati, Virgolino, Gaetano, Della Torre, Lardì, Farrelli, Stirparo F.
SIDEL LAGONEGRO: Cimino, Ruggiero, Crusco(L), Orlando, Imperio, Calabria (K), Luglio, Cantisani, Carlomagno. Vita, Riccio, Manzollillo. All. Stigliano
27-25, 25-19, 25-11 |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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