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| Prima divisione: rossoblù sempre sul mercato |
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15/01/2009
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| • P OT E N Z A . Pires e Mamede sono rientrati alla base. Ieri pomeriggio i due calciatori lusitani si sono presentati al «Viviani», dopo un’assenza di oltre quindici giorni, per riprendere la preparazione con il gruppo. I problemi comunque non mancano e la situazione contrattuale dei due calciatori sarà esaminata attentamente dalla società. «Mamede - ha confermato patron Postiglione - ha ribadito l’impossibilità di allenarsi a causa dell’infor tunio muscolare che lo ha tenuto ai margini della squadra. Lunedì parleremo con il suo procuratore per trovare una soluzione idonea (rescissione, ndr) per tutti. Intanto sarà al campo tutti i giorni per seguire gli allenamenti da bordo campo. Riguardo a Pires ci sono pervenute alcune richieste che valuteremo con attenzione. Al momento il ragazzo si allenerà con la squadra anche perchè in questo momento c’è una certa penuria di difensori. È chiaro che anche per lui si prospetta un distacco dal Potenza». Insomma il Potenza guarda con attenzione al mercato in uscita anche per far quadrare i conti sia riguardo alle liste (over e under) che al bilancio societario. «Abbiamo cinque, sei esuberi in organico - ha spiegato Postiglione - che in qualche modo condizionano i nostri movimenti sul mercato. Al momento si lavora su questo senza dimenticare le priorità che abbiamo per potenziare la squadra. Quando parlo di priorità mi riferisco a quelle espresse da mister Arleo che saranno le prime ad essere soddisfatte». Il riferimento specifico è per il centrocampista centrale, uno degli obiettivi del mercato rossoblù. Arleo ha chiesto un elemento forte fisicamente che possa dare «centimetri» ad un centrocampo non proprio di «watussi». Insomma per dirla breve uno alla Kone, nonostante il presidente Pellegrino e lo stesso Postiglione abbiano parlato di mancanza di qualità più che di quantità. In questo caso entra in «ballo» anche Pacciardi del Crotone che va rinfoltire la rosa di papabili a vestire rossoblù.
da La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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