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| Calcio D: Lazic, risultato pesante per quello che si è visto in campo |
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15/12/2008
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| FRANCAVILLA - Il Francavilla torna a casa a mani vuote dalla trasferta di Brindisi contro la capolista. I pugliesi si sono imposti con il punteggio di 3-0, grazie alle reti al 24' del primo tempo di Galetti, al 59' del secondo tempo di Moscelli espulso nella ripresa, ed ancora Galetti, al 70'. Ma nonostante la netta sconfitta, la formazione del presidente Cupparo, non ha per nulla demeritato. Anzi nella prima mezz'ora di gioco, i rossoblù hanno sfiorato più volte il vantaggio. A fine gara, il commento del tecnico serbo Ranko Lazic: «E' stato un risultato un po' pesante in base ai valori visti in campo. Il Brindisi annovera tra le sue fila, tre giocatori nel reparto avanzato, molto difficili da marcare. Nel momento migliore nostro, -spiega mister Lazic- abbiamo subito goal, non siamo riusciti a metterla dentro». I sinnici, sono usciti a testa alta dallo stadio «Fanuzzi» contro una formazione, come quella allenata dal tecnico Silva, che continua a non perdere colpi. Anche se, la squadra dei fratelli Barretta è stata aiutata da alcuni episodi favorevoli, su tutte, la prima rete di Galetti in sospetta posizione di fuorigioco. «Per una buona mezz'ora di gioco, -dice Lazic- ho visto il mio Francavilla, loro sono stati bravi a sfruttare le occasioni che hanno avuto. Per quanto ci riguarda, abbiamo creato cinque o sei palle goal, ma non le abbiamo sfruttate. E' stata una partita molto bella, aperta a qualsiasi risultato, con molte occasioni da rete, da entrambe le parti. Loro sono stati più lucidi a metterla dentro». Adesso la formazione sinnica, dovrà pensare alla prossima gara di campionato, che li vedrà opposti alla formazione molisana del Venafro. «Sarà una partita - conclude il tecnico serbo del Francavilla- molto importante per noi, che dovremo cercare di vincere assolutamente».
Rocco Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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