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| Serie D: Sporting Genzano, un poker che fa male |
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24/11/2008
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| Festival del gol, ben sei, al comunale di Angri come non si vedeva da tempo tra i grigiorossi, per l’occasione in casacca rosa nero, e lo Sporting Genzano, formazione accreditata alla vigilia quale squadra capace di sfoderare gare eccezionali su campi esterni. Concentrata e ben messa in campo, la formazione di casa, ben consapevole della rapidità nelle ripartenze degli ospiti ha cercato sin dall’inizio di chiudere la partita vista che si è presentata in campo con la solita trazione anteriore pur se il giovane Della Femina è rimasto in tribuna per una contrattura.
Lo Sporting Genzano invece, orfana di De Rosa e Compierchio contrapponeva una formazione abbottonata fidando sulla velocità degli esterni capaci di mettere in difficoltà anche le grandi del girone. Ai taccuini dei cronisti il presidente del Genzano, Donato Nei, affida la sua protesta, dettata più dalla delusione per il pesante passivo, riversando tutto il suo rammarico all’indirizzo del direttore di gara reo a suo dire di aver danneggiato la sua squadra: “la gara è stata a mio avviso condizionata dall’espulsione del portiere e dal rigore concesso, così come accadde qualche anno fa con lo stesso arbitro a dirigere contro l’Ebolitana. Senza nulla togliere all’Angri che ha disputato un’ottima gara con manovre veloci, il signor Operato ha diretto in maniera vergognosa e per questo rifarò sentire in lega. Il risultato sarebbe stato certamente diverso in parità numerica, ma abbiamo concesso troppo agli avversari subendoli costantemente, forse i ragazzi hanno sentito l’assenza del trainer titolare per cui hanno perso certamente un punto di riferimento”. Abbiamo fatto il nostro dovere, siamo andati subito in vantaggio, poi l’espulsione e il rigore ci hanno condizionati per tuta la gara, dice il mister Conversano rinforzando la protesta del suo presidente. Erra con la sua classica serenità e capacità analitica descrive la gara: abbiamo fatto una buona partita, siamo partiti bene con due buone occasioni per passare subito in vantaggio poi alla loro prima sortita in avanti sono passati in vantaggio. Abbiamo faticato tanto a ritrovare la giusta reazione poi abbiamo avuto questo rigore nettissimo e la susseguente espulsione del portiere che ci ha poi consentito di dilagare nel finale. Sapevamo della pericolosità delle ripartenze veloci del Genzano, è una squadra che fuori casa ha messo in difficoltà tante signore squadre. E’ stata una buona gara e continuiamo quella striscia positiva che ci ha consentito di concretizzare 5 vittorie fermandoci solo a Brindisi e Nocera Inferiore. Oggi è stata una vittoria fondamentale, continua il tecnico grigiorosso, che fa morale per gli attaccanti e per i difensori e che principalmente ci mette in una posizione di tranquillità in classifica. A noi i rigori sono sembrati giusti e sul primo l’arbitro ha applicato il regolamento mandando negli spogliatoi il portiere. Ora si va a Grottaglie con uno spirito diverso, anche se dovremo trovare una formazione decisa a prendersi persi con la Nocerina quindi staremo molto attenti a non consentire ai pugliesi di concretizzare la prima vittoria in campionato. Il presidente Palumbo, andiamo avanti gara dopo gara, siamo partiti in ritardo ma sembra di aver colmato alla grande il gap iniziale. Oggi dovevamo chiudere la gara già nei primi minuti così non avremmo dato adito a contestazioni agli avversari. Raggianti per la prestazione offerta sembrano Zerillo e Cacace autori di due gol che hanno messo in sicurezza il risultato. Oggi dovevamo vincere a tutti i costi, dicono all’unisono i due atleti grigiorossi, per recuperare il terreno perduto dopo la rocambolesca sconfitta patita domenica scorsa quando una volta in vantaggio ci siamo fatti raggiungere nel finale. Nel secondo tempo abbiamo firmato una prestazione da incorniciare, ora andiamo a Grottaglie con più tranquillità.
Vincenzo Vaccaro
Da www.grigiorossi.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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