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Atletica: due materani nella Grande Mela

21/11/2008



IN soli tre giorni a New York sono sbarcati circa 3000 italiani per prendere parte alla maratona di New York la più famosa al mondo e la più emozionante. Una gara che coinvolge e che vede lungo il percorso più di 2 milioni di nuiorchesi a incitare tutti i partecipanti dal primo all'ultimo. Tra loro due materani Angelo Sacco titolare di una ricevitoria e Giuseppe Romano medico otorinolaringoiatra. Tre ore e ventiquattro minuti il tempo impiegato dai due atleti per percorrere 42 chilometri, sette minuti in più rispetto allo scorso anno per il medico materano, dodici in meno per il commerciante. Lo sparo dei cannoni da il via alla competizione e al fiume di maratoneti che invade il ponte. Dopo appena due chilometri inizia l'incitamento degli spettatori mentre i maratoneti percorrono i quartieri di New York ognuno con elementi e comunità diverse. “ E' bellissimo dichiara Angelo Sacco, lungo il percorso c'è sempre gente ed i bimbi allungano la mano per ricevere il 5. Quando corri a New York sei attraversato da emozioni uniche, il pubblico ti incita come se sei il primo, il più forte, ti viene la pelle d'oca, ci sono tratti in cui ci sono veramente tante le persone che ti incitano. E' la seconda volta che partecipo alla maratona di new York la prima l'ho fatta nel 2004, e contrariamente alla prima volta, non ho sentito fatica fino al 38 kmquasi spinto dalle emozioni che provavo, dai vari incitamenti. Nei pressi del Central Park ho cominciato a sentire la fatica le mie gambe si sono irrigidite, ma ormai sapevo che la stavo portando a termine ho faticato e non poco ma ogni 50 metri c'era la voce di un italiano che mi incitava "dai Italia dai non mollare", finalmente gli ultimi 600 metri. L'arrivo è su una leggera salita non mi fa sentire più la fatica mi permetto di fare l'aeroplanino per tutti i 200 metri finali...3:24:22 sono arrivato il tempo non è importante, sono arrivato, l'emozione ti prende, le lacrime scendono dalla gioia e dalla fatica le ragazze dell'organizzazione ti infilano la medaglia complimentandosi con sincerità”. La fatica è tanta ma ne vale la pena, l'emozione è unica, il giorno dopo i maratoneti vanno in giro per la città in ufficio con la medaglia a collo e orgogliosa dell'evento a cui hanno partecipato. “ E' la seconda volta che partecipo alla maratona di New York afferma Giuseppe Romano raggiungendo quota otto. Come atleta faccio parte di una squadra internazionale di 100 sportivi tra medici, otorinolaringoiatrici, tecnici audiometrici, audologi e autoprotesisti di tutto il mondo che a New York ha corso a scopo di beneficenza. Per ogni chilometro percorso è stata devoluta una cifra per gli audiolesi. La mia passione per la corsa è nata nel 2004 e nel correre si prova una sensazione di libertà. Una sfida contro se stesso che come nel caso di New York ti rende protagonista tra la partecipazione incredibile delle persone. Perseveranza, costanza, impegno e rispetto per il proprio fisico sono gli ingredienti utili per partecipare e prepararsi alla prossima sfida di Vienna nell'aprile 2009”. Imbocca al lupo e miglioratevi nei tempi.

Il Quotidiano della Basilicata
Michelangelo Ferrara


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