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| Volley B2: impegno casalingo per la Sidel Lagonegro |
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7/11/2008
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| LAGONEGRO - Nuovo big match per la Sidel. Cresce l’attesa di oggi pomeriggio per la quarta gara di campionato tra la Sidel Infissi e l’Eurotec Gela, formazioni che distano in campionato di un solo punto. Tecnica e soprattutto psicologia, saranno gli imperativi di oggi per gli uomini di Mister Stigliano che schiererà in campo un sestetto diverso rispetto alle altre partite. Le assenze, per infortuni di Cantisani e Calabria,saranno coperti da Luigi Stigliano, che ha già dato buona prova nella scorsa partita con il Mazara e da Luglio (in foto) che sarà al posto del capitano. “Noi scendiamo in campo per vincere e conquistare punti- è il commento del Mister Angelo Stigliano che parla del Gela come una squadra “difficile che ancora non ha espresso il potenziale che possiede e che non ha trovato ancora gli equilibri giusti”. La squadra siciliana, che da 2 anni milita nel campionato di B2, sulla carta ha costruito una compagine per il salto di qualità, che però ancora non ha dato i suoi frutti. Ha uomini importanti il Gela, come il palleggiatore Massimiani, che l’anno scorso ha vinto il campionato di B2 con il Molfetta, e ancora lo schiacciatore Lo Bello, che ha tanti campionati di B2 alle spalle. È inoltre di questi giorni il cambio di timore dell’Eurotec con l’uscita di mister Timpanaro, che per motivi familiari ha chiesto alla società gelese di essere lasciato libero. Il neo-allenatore dell’Eurotec è ora Claudio Rifelli, già coach del Nuvolera (squadra che ha militato nel Girone A delle serie B1 maschile) e che è stato presentato lo scorso giovedì. Rispetto questi numeri “la Sidel dovrà dare il massimo- così come sostiene Francesco Luglio, che oggi scenderà in campo a posto dell’infortunato Calabria. “Spero- continua Luglio- di essere all’altezza del capitano e di non far sentire la sua assenza”.
addetto stampa
Paola Vaiano |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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