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| Calcio D: archiviato il derby si pensa al Sant'Antonio |
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5/11/2008
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| FRANCAVILLA – In casa sinnica proseguono gli allenamenti in vista del prossimo impegno di campionato di domenica prossima in trasferta contro il Sant’Antonio Abate. Ieri, il gruppo si è ritrovato presso lo stadio “Nunzio Fittipaldi”, agli ordini del mister serbo Ranko Lazic, per svolgere una seduta incentrata soprattutto su schemi tattici da adottare in campo. La voglia di continuare una serie di risultati utili è tanta da parte dei sinnici, che dopo la brillante vittoria per 2-0 nel derby contro i corregionali del Matera, cercheranno di incamerare altri tre punti importanti, ai fini della classifica e del morale di tutto il gruppo. Adesso in casa rossoblu, la parola d’ordine sarà quella di restare con i piedi per terra, perché aver vinto una partita importante come il derby, vuol dire tanto però, va subito cancellato e pensare alle prossime gare che saranno molto impegnative. Il tecnico Lazic, potrà contare nuovamente sui due difensori Gioia e Nicolao, che rientreranno dalla squalifica, invece ancora da verificare le condizioni di Palo e De Palo, che ancora risentono di alcuni problemi muscolari. Adesso, l’allenatore dei sinnici, deve decidere se per la gara di domenica dovrà mandare in campo gli stessi undici che sono usciti vittoriosi nel derby, oppure schierare nuovamente gli assenti. Solitamente, si usa dire che “squadra che vince non si cambia”, però, in questo caso, Nicholas Nicolao e Giancarlo Gioia, risultano pedine importanti per lo scacchiere rossoblu. Il Sant’Antonio Abate, nonostante la posizione poco felice che occupa in classifica, ricordiamo che i campani hanno cinque punti, resta sempre una squadra da prendere con le dovute cautele. I ragazzi di mister Nastri, devono immediatamente riscattare il secco 3-0 subito in trasferta domenica scorsa contro il Bacoli Sibilla.
Claudio Sole
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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