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| Calcio D: una sconfitta che potrà costare cara a Lazic |
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14/10/2008
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| FRANCAVILLA – La sconfitta di Angri, potrebbe essere fatale per il tecnico serbo Ranko Lazic. Il presidente della società sinnica Franco Cupparo, non è fatto contento della prestazione della squadra e abbastanza furioso lascia lo stadio della cittadina salernitana. Al momento, l’allenatore serbo è stato sospeso, le notizie che trapelano dall’ambiente rossoblu, non sono per niente rassicuranti. La squadra intanto, non ha usufruito del consueto rompete le righe, per fare ritorno il martedì mattina. Ieri allenamenti regolari, sotto l’attenzione dell’allenatore in seconda Salvatore Marino e del suo staff. Le prestazioni dell’ultimo periodo, che hanno fruttato tre vittorie di fila e una sconfitta casalinga ad opera del Bitonto, non sono sufficienti a rasserenare l’ambiente. Il presidente Cupparo, ha rilasciato telefonicamente una breve dichiarazione: «Al momento è tutto fermo – dice – nella riunione societaria, decideremo il da farsi». Nella serata di ieri, riunione societaria, con un faccia a faccia tra tecnico e società, sicuramente l’ambiente non è dei migliori, ma alla fine si saprà il destino dell’allenatore e della squadra. La partita contro i campani dell’Angri, non è stata brillante, Franco Cupparo l’ha commentata con queste parole: «La squadra - spiega il presidente – non mi è dispiaciuta, certo non ha disputato una gara all’altezza, però non ha neanche demeritato. Non mi sono piaciuti alcuni atteggiamenti in generale, ci sono dei problemi con il mister, adesso vedremo come andrà a finire». Una cosa è certa, tutto sarà fatto per il bene della squadra, per evitare di compromettere una stagione che era partita con buoni presupposti. Dopo la riunione societaria, sapremo cosa si è deciso e soprattutto se il tecnico serbo avrà un’altra chance per rifarsi e dimostrare tutto il suo valore.
Claudio Sole
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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