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| Seconda Divisione: Melfi, mister Palumbo non si dà pace |
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9/10/2008
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| «NON È POSSIBILE, in quindici anni di calcio ne ho viste tante, di rigori dati e non dati, di gol e errori, ma non pensavo di poter essere espulso e addirittura di dover essere squalificato tanto a lungo come fossi un violento. E pensare che non mi hanno neanche permesso di avvicinarmi alla fine della gara all’arbitro, per chiedergli il motivo per cui ero stato espulso, assurdo». Non riesce davvero a darsi pace il tecnico melfitano Peppino Palumbo per qualcosa che gli è crollato addosso e che l’ha messo all’angolo, con la solitudine e il silenzio che si è imposto lungo tutto martedì pomeriggio a cercar di ridargli un minimo di serenità, dopo questo vero e proprio tsunami abbattutosi su di lui, e arrivato lo ricordiamo dopo una partita persa immeritatamente e con tanti errori arbitrali.
Dopo aver provato a metabolizzare le news sulla propria squalifica di sei giornate, record per nulla invidiabile e meritato considerando pacatezza oltre a immenso valore umano e professionale del trainer gialloverde, dopo che gli era stato comunicato dal segretario del Melfi Dario Russo al Valerio, durante la ripresa del lavoro del gruppo, è riuscito solo in tarda serata a parlare con noi, per poter cercare una spiegazione a qualcosa che a lui, ed a tutti noi, appare come assurda, incredibile, impossibile da accettare. “La verità è che non c’è nessuno che protegga gli allenatori, sembra che si è li, senza un senso, come se il nostro ruolo non contasse nulla nel calcio. La conferma per quel che è successo a me, domenica a Manfredonia – ha aggiunto in una sorta di flashback – la mia squadra perde e vi sono altri sette minuti per provare a recuperare. Io come tecnico provo, per il mio ruolo, a dare indicazioni ai miei ragazzi, per dire come devono muoversi in quel finale, ed invece vengo allontanato dalla panchina, senza aver fatto nulla di strano, o detto qualcosa di particolare, se non ai miei ragazzi”. Ecco la sua ricostruzione che non può non esser accettata, da chi come il sottoscritto da anni conosce e apprezza Peppe Palumbo, come uomo e tecnico, anche perché aggiunge, nonostante la notte incomba ormai sul Valerio “alla fine ho provato ad avvicinarmi all’arbitro, per chiedere il motivo per il quale sono stato allontanato, non mi è stata data la possibilità di farlo. Ed allora mi chiedo? Cosa è successo? Avrò anche detto qualche parola, in una situazione del genere sfido chiunque a non farlo ma poi non capisco perché ci sono referti d’assistente e referente federale.
Non è l’arbitro che decide, come succede in campo? Spero solo mi sarà data la possibilità di spiegare” visto il preannunciar da subito da parte di Maglione il ricorso, dopo aver richiesto in sede le motivazioni della pesante e incredibile sentenza. Cosa succederà ora? la squadra risentirà di tale situazione? E lui “non credo, dobbiamo continuare a lavorare e a fare la nostra parte. Abbiamo due partite in casa certo non facili, come lo sono quasi tutte le gare di quest’anno ma stiamo bene, stiamo crescendo e loro, indipendentemente da me, andranno in campo per fare la loro parte, giocare, pressare, costruire, provare a vincere, visto che sono due gare importanti per il nostro futuro” questo il suo pensiero, condiviso anche da Andrea Santarsiero e Tonino Nolè, preparatore atletico e dei portieri rispettivamente, che sanno da martedì di esser coloro che andranno in panca in queste gare in cui per Palumbo, in attesa d’una riduzione di pena semmai grazie ad una sorta di “memoria difensiva del tecnico” anche se difficile da ottenere, vi sarà solo la tribuna. “Sarà dura – ha ammesso Maglione – ma ci proveremo, anche se un po’ tutti si è sbagliato, e in casi simili, dopo quel che si era già visto in campo, sarebbe stato certo meglio non peggiorar il tutto, visto che anche il dirigente ha preso una lunga squalifica”. Ed il riferimento è al team manager Moretti, fermato fino al 4 novembre. Tornando al lavoro della squadra sul campo, dopo la chiacchierata negli spogliatoi ed il lavoro per oltre 2 ore, dapprima col preparatore atletico e con partitella a metà campo martedì alla ripresa, Stucchi e Frasca ancora a lavorare a parte, lavoro prettamente tecnico tattico nella giornata di ieri. Ed oggi, nel tradizionale test in famiglia, alla Sata di San Nicola, mister Palumbo proverà la condizione di tutti, con Gilfone che scalpita per tornare, sentendosi pronto come ci ha confermato lo stesso giocatore. In vista della formazione anti Pescina, la prima di 6 gare in cui i gialloverdi saranno in campo senza il loro timoniere.
Antonio Baldinetti
Da quotidianodellabasilicata.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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