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| Matera, rabbia e voglia di riscatto |
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7/10/2008
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| VIETATO abbattersi. E’ il primo pareggio del Matera, ma potrebbe non essere l’ultimo e non ci sono drammi. Rabbia sì. Perchè, dire che il Matera abbia disputato una bella partita sarebbe davvero un azzardo. Forse è stata la meno bella, perchè sotto i riflettori i problemi si ingigantiscono e giocare in dieci contro undici per due terzi di gara non è certo un bel dire. Nonostante tutto, il Matera ha tenuto testa bene all’avversario e ci sono stati solo due episodi, frutto di errori della difesa e del portiere, che hanno spostato l’asse verso la squadra di Maiuri. Andiamo con ordine.
Mai più televisione. O meglio, forse non era ancora il momento perchè la diretta e il campo viscido hanno facilitato la squadra che si difendeva. Inoltre, una vetrina del genere alla fine ha permesso ad un singolo protagonista di poter vivere la cosiddetta miglioria della morte. Perchè un quinto anno come Marinelli di Jesi è uno di quei personaggi che non fanno bene al calcio. Quando un arbitro compensa sbaglia due volte. Ha commesso un erroraccio su Naglieri espellendolo quando sarebbe bastato sorvolare se proprio non voleva considerare la mano del difensore del Fasano un gesto meritevole del penalty. Nella ripresa ha fischiato il rigore ad Albano e non c’era nemmeno quello. Ecco la compensazione. Poi è andato a ruota libera. Ha messo la mano per prendere il cartellino quando Salvestroni ha steso Albano in chiara azione di fallo tattico punibile col giallo, ma si è accorto che Salvestroni era l’unico ammonito del Fasane ha modificato la decisione. A quel punto non è più malafede, ma il chiaro tentativo di gestire una gara e non arbitrarla. Dopo aver concesso il rigore si è sentito libero di non fischiarne altri due. Principiano dopo tanti replay potrebbe anche aver toccato terra mentre calciava, ma l’arbitro ha avuto la stessa sensazione di tutto lo stadio ma ha sorvolato e non ha la moviola. Su Mari non c’è dubbio. E’ rigore netto. Ed avvalora la pochezza dell’arbitro il fatto di non aver ammonito sia Principiano che Mari, perchè usando il suo metro di valutazione, basandoci sul giallo a Naglieri per simulazione, non aver ammonito questi due cascatori è un altro punto a suo sfavore. Un quinto anno non si invia a una gara così importante se non hanno santi in paradiso, perchè certi arbitri che non saranno mai promossi in C restano perchè c’è qualcuno che li protegge.
Marinelli di Jesi è uno di questi. Due minuti di disaccordo con Corino. Stava facendo un altro cambio, ma Albano è rimasto a terra ed ha inserito Armento. Un minuto dopo è arrivato il pari. Mentalmente l’avversario prende fiato quando si toglie un attaccante per un difensore. Inserendo Garcia insieme ad Armento forse le cose andavano diversamente.
Col senno di poi tutto si può dire, ma è chiaro che non c’è controprova. Ora c’è da reagire a Pomigliano dove non ci sarà Raisat, il cui commento non ha certo esaltato il Matera.
Renato Carpentieri
Da www.ilquotidianodellabasilicata.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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