Vince la squadra di casa, con il minimo scarto e con un gol segnato intorno alla mezz'ora della ripresa. Era andata così in Coppa Italia, e ad esultare era stato l'Avigliano. E' andata così in campionato, e stavolta chi gioisce è il Policoro. Che festeggia nel modo migliore la prima partita in casa in Eccellenza dopo la lunga assenza, incamera tre punti che gli permettono di rimanere nel gruppo che guida la classifica a punteggio pieno e si conferma una delle realtà più interessanti del campionato.
Esce sconfitto ma non ridimensionato l'Avigliano, che gioca una buona gara ma paga quello che nel calcio è e resta il peccato più grave: non riuscire a mettere la palla in porta, nonostante le occasioni create.
Equilibrata, la sfida, “la classica partita in cui chi segna per primo vince -afferma l'allenatore ionico Labriola-, il pareggio sarebbe stato anche giusto, anche se noi credo che abbiamo legittimato il successo per qualche palla gol in più costruita”. “La nostra colpa - gli fa eco dall'altra parte il tecnico aviglianese Filadelfia - è stata quella di non riuscire a sfruttare le occasioni create, avessimo segnato la partita si sarebbe snodata in modo diverso anche tatticamente, invece il gol lo abbiamo subito”. Squadra che vince non si cambia è una delle regole basilari del calcio.
E infatti, Labriola conferma in blocco la formazione che all'esordio aveva violato il campo del Forza Matera. Filadelfia, invece, ritrova Santopietro, che aveva saltato l' esordio stagionale per squalifica, e lo manda sul settore di destra, mentre in difesa propone Carlucci centrale accanto a De Mita. La voglia di far bene, di festeggiare nel modo migliore il ritorno nel calcio che conta dopo un'assenza tanto lunga può fare brutti scherzi. E infatti, il Policoro scende in campo contratto. Chi più di tutti sembra aver accusato la lunga assenza, è il terreno di gioco. Che presenta avvallamenti e gibbosità che rendono difficile il controllo del pallone.
Il Policoro conosce le caratteristiche del fondo, e le interpreta al meglio: in possesso di palla, cerca il lancio profondo, senza avventurarsi in manovre rischiose. Qualche difficoltà, invece, l'incontrano gli elementi più tecnici del centrocampo ospite nel cercare la manovra palla a terra su un campo che la rende difficoltosa. Ancor più, per la decisione dei centrocampisti di casa, sempre pronti a metter pressione agli avversari in possesso di palla. Gradevole ed interessante sul piano del gioco, la partita non offre tante occasioni. Il Policoro ci prova con Castoro, che come avversario insormontabile trova una delle zolle del terreno; e con Nigro, che su un pallone proveniente dalla sinistra invece che andare di testa va col petto rendendo agevole l'intervento di Vaccaro.
Dopo il riposo, è l'Avigliano a rendersi pericoloso. Fiorino lavora un pallone sulla sinistra, poi rientra e calcia di potenza, trovando sulla strada del gol il palo a dirgli di no; poi è Petilli (che reclama anche per un rigore, un altro lo rivendica Fiorino)a provarci, il pallonetto supera Annunziata ma esce di un soffio. Il sovrano equilibrio si spezza poco prima della mezz'ora, una serie di batti e ribatti nell'area aviglianese trova Zizzamia pronto alla deviazione vincente. Filadelfia prova la carta Grieco, in campo al posto di Tornillo, Nigro avrebbe l'opportunità per chiudere la gara, ma non riesce ad agganciare un pallone invitante. Non cambia più, il risultato. E Policoro ed Avigliano si ridanno appuntamento fra dieci giorni, per regolare i conti in Coppa Italia.
POLICORO : Annunziata, Cicchelli, Digno, Achillea, Nuzzi, Rapolla, Gallitelli (38' s.t. Panetta), Nigro (42's.t. Nettis), Ripa (12's.t. Russo), Castoro, Zizzamia. A disposizione Maida, Marta, Dipinto. All. Labriola.
AVIGLIANO: Vaccaro, Carlucci, De Mita, Camelia, Muzzillo, Potenza, Fiorino, Santopietro, Di Pietro, Petilli, Tornillo (30' s.t. Grieco). A disposizione Chianese, Bucci, Giuzio, Ottati, Sileo, Verrastro. All. Filadelfia.
ARBITRO: Burgi di Matera (guardalinee Di Leo e Pallotta).
RETE : 28' s.t. Zizzamia.
NOTE : pomeriggio senza sole ma dalla temperatura gradevole, terreno di gioco irregolare con gibbosità. Ammoniti Gallitelli, Nigro (P), Santopietro, Petilli e Tornillo (A). DUE SETTIMANE dopo, la storia si ripete.
Giancarlo Tedeschi sport@luedi.it
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