«IL PRIMO PUNTO che muove la classifica ». E’ il breve commento che si riesce ad avere dal presidente Maglione nel corridoio sottostante la tribuna del Valerio. Poi il massimo dirigente si allontana e, quindi, non c’è modo di andare avanti ma, appunto, il pareggio contro la Vibonese va accettato proprio come la cancellazione dello zero in graduatoria, aspettando tempi migliori. Quelli che, certamente, arriveranno quando mister Palumbo potrà contare su tutti gli effettivi in organico.
E, per i più attenti, non è fattore di poco conto. Si deve ricordare, per esempio, che dall’inizio della stagione manca Stucchi. Il collega di reparto Mitra è rientrato ma, ovviamente, ha perso strada per la sua operazione al ginocchio destro. Di pari passo, pesa molto la defezione di Gilfone, esterno che attacca, quindi, ideale per il gioco del tecnico venosino, ma che è alle prese con una microfrattura al perone. Ieri, poi, giusto per completare il quadro non c’erano Frasca, Merini ed Amato, senza dimenticare che, alcuni, stanno cercando una condizione accettabile. Insomma, la partenza del torneo in casa gialloverde, per i numeri, non è positiva ma non si può che avere fiducia in attesa del recupero degli attuali indisponibili. «Dopo i primi minuti - ha sottolineato l’allenatore - abbiamo fatto una buona gara e, purtroppo, sciupato occasioni favorevoli. Siamo stati anche un po’ sfortunati nella rete subita per la deviazione fortuita di Gabrieli, ma poi siamo stati padroni del campo. La superiorità numerica non è stata sufficiente a prevalere perché, naturalmente, dopo l’espulsione loro si sono chiusi dietro, agendo soltanto di rimessa.
Non possiamo però demordere, ed auspicare che, presto, si riesca ad essere nel pieno degli atleti che abbiamo in rosa. Paghiamo pure l’inesperienza di tanti, ma con il lavoro che continueremo, sperando nella presenza di tutti, ci sono le carte in regola per migliorare». Le rinunce agli infortunati, sono state evidenziate anche da Angelo Galfone. «Sussistono rimpianti per il solo punto conquistato in una situazione di emergenza. E poi- ha riferito il trainer della Vibonese - ho forti dubbi sul rigore che, secondo me, l’arbitro non voleva dare ma è stato convinto dal guardalinee. Inoltre, abbiamo giocato un’ora in dieci e, probabilmente, avremmo meritato qualcosa in più se Mastrolilli non avesse incontrato le grandi parate di Merlano. Insomma, si può essere contenti, ma pure rammaricati per un successo che ci stava. In ogni caso - ha concluso l’ex mister della Primavera del Palermo- è un passo avanti nel cammino verso la salvezza che è il nostro traguardo da tagliare».
Parola, infine, all’ex di turno, Alessandro Ranellucci, autore di una prova davvero maiuscola. «Melfi è sempre nel mio cuore, ma oggi noi abbiamo fatto una buona gara, anche se condizionati dall’inferiorità numerica e dall’erba scivolosa». Dunque va in archivio una partita che i melfitani volevano vincere ed i calabresi non perdere. La divisione della posta, innegabilmente, è esatta ma, per entrambe, e specie per i gialloverdi, urge il recupero degli assenti, l’integrazione dei nuovi, e la crescita di tutti gli altri, al di là dei singoli episodi domenicali.
Marco Tucci
da www.ilquotidianodellabasilicata.it/
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