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| Al Meazza il gol arriva dai Sassi |
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14/09/2008
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| IL gol parla lucano al Meazza, anzi Materano. Gianvito Plasmati, attaccante nato nella cittā dei Sassi il 28 gennaio del 1983 ieri č partito titolare nell'undici che Zenga ha mandato in campo contro l'Inter nel posticipo di serie A. Giā nel 2007 il calciatore materano aveva esordito in serie A, poi fu ceduto in prestito a Foggia in C1 dove ha messo a segno due reti in quattordici presenze. L'anno seguente si č spostato di pochi chilometri restando sempre in Puglia, a Taranto. Una stagione importante con 13 presenze e 7 reti sempre in C1. Un campionato positivo fino al punto di convincere il Catania a non darlo ancora una volta in prestito e, dopo i primi spezzoni convincenti in Coppa Italia e nel precampionato, eccolo scendere in campo ieri da titolare come perno boa del 4-3-3 di Walter Zenga. Alcuni giorni fa, nell'occasione dell'amichevole a Castellaneta tra Matera e Taranto. Il giocatore ha preso a balzo l'occasione per salutare i tanti amici (tra cui Antonio Chisena e Diego Albano in particolare) che vestono la maglia del Matera e salutare Galegani e compagni. Grande amico di Ivano Pastore, ex biancazzurro del Matera ed attuale centrale difensivo del Taranto, Gianvito Plasmati auguro al Matera e Taranto le migliori fortune e non nascose la voglia di restare a Catania per giocarsi una chance importante. Ieri il gigante materano di 198 centimetri ha, probabilmente, messo una buona ipoteca sulla sua permanenza da protagonista con la maglia dei siciliani. Al 16' della ripresa Zenga fa uscire Plasmati sostituendolo con Paolucci, ma sui vari blog e sui siti materani che trattano di sport il giocatore nato nell'Invicta Matera di Michele Fontana č giā diventato protagonista pretendendo anche un ruolo nel grande palcoscenico della serie A, ma č nel ritiro del Matera dove c'č stato un vero boato al suo gol e per le strade della cittā dei Sassi ieri sera non si parlava d'altro, come in casa Plasmati in via Cereria dove per mamma Bruna e papā Pietro era festa.
Il Quotidiano della Basilicata
Renato Carpentieri |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra č necessario, ma č tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e societā sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanitā; bisogna farlo quando la frusta del denaro, come ...-->continua
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