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| Calcio C1: Minacce al presidente Postiglione |
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27/08/2008
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| POTENZA . Una testa di maiale tagliata e grondante sangue in un sacchetto attaccato all’auto. Il macabro messaggio è stato recapitato ieri al presidente del Potenza Giuseppe Postiglione ed è ora al centro di indagini condotte dalla Digos della questura di Potenza guidata dal dirigente Guglielmo Santimoni. L’episodio che si è verificato ieri mattina viene valutato anche alla luce di precedenti minacce giunte, per via telefonica, dallo scorso luglio. Ieri mattina, però, l’escalation .
Quando Giuseppe Postiglione è sceso da casa, al rione Verderuolo, e si è diretto a prendere la sua lancia Thesis parcheggiata in via Messina ha notato che, vicino allo specchietto, era stata agganciata una grossa busta bianca dalla quale colava sangue. Il presidente del Potenza ha quindi chiamato il 113 e sul posto sono immediatamente giunte le Volanti, la Scientifica e la Digos. Gli agenti hanno prelevato il sacchetto e scoperto il suo macabro contenuto.
Sia la busta (una semplice busta di plastica bianca ma più grande di quelle normalmente utilizzate nei negozi) che il suo contenuto sono stati posti sotto sequestro per effettuare i rilievi del caso, mentre la scientifica ha provveduto ad esaminare anche la vettura e le zone circostanti alla ricerca di possibili elementi utili alle indagini. Indagini che sembrano ricollegarsi a precedenti minacce che sempre Postiglione aveva denunciato già da luglio scorso, proprio quando si era nel bel mezzo della «bufera» dell’inchiesta federale su Potenza-Salernitana. Sul telefonino del presidente rossoblù erano arrivati una serie di sms dal contenuto minaccioso riconducibili proprio alle vicende sportive del sodalizio. I messaggi partivano da due numeri telefonici e, anche se la vicenda viene tenuta nel massimo riserbo, pare che non sia stato possibile risalire al reale utilizzatore delle due schede, che potrebbero essere in qualche modo passate di mano più volte senza che fosse registrato il nome dell’utilizzatore finale.
Che i «contatti telefonici» possano essere collegati al macabro messaggio di ieri è solo un’ipotesi, ma al momento la cosa appare molto probabile. Le indagini, comunque, sono in corso ed elementi utili potrebbero venire anche da alcune telecamere presenti in zona. La strada dove il fatto è avvenuto, specie di prima mattina, non è di passaggio e i sistemi di sicurezza di un ufficio postale o una vicina banca potrebbero aver «catturato» qualcosa.
GIOVANNI RIVELLI
da La Gazzetta del Mezogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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