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| Calcio D: autorizzati a sognare |
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15/08/2008
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| CASTELLANETA - Autorizzati a sognare. Per i numerosi tifosi materani giunti ieri a Castellaneta, la vittoria nell’amiche - vole di lusso contro il Taranto di Prima Divisione (ex serie C1) è la conferma che il Matera di quest’anno aspira di diritto a qualcosa di grand e. Una squadra che appare già in discreta forma, che corre, che costruisce gioco e che ha già i suoi pilastri - Giroletti in difesa, Pedano a centrocampo e Principiano in attacco - sui quali si fonda la manovra. Il 2-0 sull'avversario di due categorie superiori è meritato. Poche volte il Taranto ha seriamente impensierito la porta difesa prima da Gatti (uscito per un problema non grave ad una spalla) e poi da Cottet. Sull'altro fronte la squadra di Corino ha costruito pazientemente, resistendo all’inizio di marca tarantina e andando in gol alla prima occasione utile. Il pallone che Pedano serve ad Ancora al 27' rasenta la perfezione: la girata di testa è precisa e batte Faraon. Nella ripresa il Taranto dovrebbe provare a recuperare e sono invece i biancazzurri a farsi pericolosi con Pedano, il cui destro finisce fuori al 5'. Al 12' Giroletti salva sulla linea un pallone calciato da Barrios e al 23' Faraon si supera sul destro di Albano. La festa esplode al 46': il contropiede materano è concluso da Garcia che mette a sedere il portiere tarantino e deposita nella porta sguarnita. «È un ulteriore passo in avanti - commenta il tecnico Luigi Corino - dobbiamo continuare a lavorare così. Fino ad ora non possiamo lamentarci, l’impegno dei ragazzi c'è tutto. Sono contento della partita, il risultato è la dimostrazione del lavoro che stiamo facendo. Qualcosa su cui lavorare? Non siamo ancora continui nella manovra, abbiamo ancora qualche difficoltà legata al fatto che ci dobbiamo conoscere bene tra noi. Dobbiamo sveltire la manovra - conclude l’allenatore - per far arrivare velocemente la palla a Principiano. Ma con la condizione tutto questo arriverà».
La Gazzetta del Mezzogiorno
Angelo Loreto |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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