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Rizzi (F. Scalera): 'Il merito è di tutti'

16/05/2017



Antonio Rizzi è stato indiscutibilmente uno dei principali artefici del salto di categoria della Fides Scalera. «È stata una stagione entusiasmante, partita con l'obiettivo di fare bene provando a raggiungere la zona play off e conclusa nel migliore dei modi. Con l'ingresso in società di Mario Grande gli orizzonti sono cambiati e, grazie agli sforzi della società, siamo riusciti ad arrivare in Eccellenza», spiega ai nostri microfoni il centrocampista classe '85. Ma sul suo ruolo il giocatore foggiano fa subito una precisazione: «In realtà ho sempre giocato terzino sinistro, adattandomi anche come terzo di difesa o quinto di centrocampo nel 3 - 5 - 2. Poi, dalla scorsa estate, è partita la mia avventura allo Scalera dove ho incontrato mister Gerardo Natale, che mi ha inventato mediano o trequartista mezza punta. La cosa mi è subito piaciuta perché sono sempre nel vivo del gioco e devo fare le due fasi». E i risultati sono stati eccellenti, con prestazioni sempre di altissimo profilo, nelle quali il numero 4 rossoblu ha saputo coniugare qualità e quantità, impreziosite anche da 12 gol realizzati. Proveniente dal Madrepietra Daunia, Rizzi nella sua carriera ha militato anche in Serie C2 a Forlì, e giocato per più stagioni in Serie D tra Riccione, Manfredonia e Imperia. Ma nella sua vita non c'è spazio solo per il calcio. «Sono titolare di un negozio di abbigliamento a Foggia e questo mi condiziona, perché chiaramente mi impedisce di allenarmi con la giusta continuità. Di conseguenza, a volte in partita accuso la fatica». Ma il quasi 32enne non è l'unico della rosa ad essere limitato dal lavoro. «Monaco, Gorga, Montingelli, Prencipe o lo stesso capitano Grillo lavorano. A qualcuno addirittura è capitato di arrivare al campo la domenica dopo il turno di notte».
Un organico rinforzato nella finestra invernale di mercato in primis di Sandrino Serritella, ma anche dei vari Scalese, Gorga, Pizzulo, Lombardi e Orlando. Ma il centrocampista pugliese non fa nomi ed elogia tutto il gruppo, ricordando quanto fatto anche da chi già c'era in precedenza. «Abbiamo condotto un campionato di vertice fin dall'inizio. Poi, chiaramente, gli arrivi di dicembre ci hanno consentito di fare il definitivo salto di qualità». In un torneo difficile con grandi avversari, dei quali ne cita uno in particolare. «Ha vinto il Pignola, ma la compagine che mi ha impressionato di più è stata il Rotonda. Ha ottimi giocatori cui forse è mancata solo un po' di esperienza. Ma comunque è davvero una bella squadra. Probabilmente, sia noi che loro abbiamo lasciato punti per strada che non avremmo dovuto e che poi si sono rivelati decisivi».
L'obiettivo è stato centrato e il futuro è alle porte. «Adesso godiamoci questo momento, dopodiché parlerò con la società. Non penso ci siano problemi a continuare insieme, ma bisogna capire se e come gli obiettivi della dirigenza possano conciliarsi con i miei impegni. Quest'anno, a prescindere dalla mia attività a Foggia, ho sempre dato il massimo e la società ha fatto altrettanto puntando su di me, nonostante fosse per nulla scontato che accettasse questa situazione. Io spero solo di aver ricambiato la loro fiducia».
La nostra conversazione termina con Rizzi che ha voluto rivolgere un ultimo pensiero a una persona per lui molto speciale. «Dedico il raggiungimento di questo importante traguardo a Helena, che oggi non c'è più ma è viva dentro di me. Questo successo è anche suo per l'energia che mi dava in ogni partita».


Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
(Fotoreporter Antonio Martinelli)


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