PARVOVIROSI CANINA
O GASTROENTERITE EMORRAGICA
Trattasi di una malattia infettiva e contagiosa che colpisce tutti i canidi Sostenuta da virus.
Il
virus responsabile della patologia, fù isolato per la prima volta verso
la fine degli anni settanta.
E’ un microrganismo molto resistente ai più comuni disinfettanti, inoltre nell’ambiente esterno se mischiato con materiale organico, resiste anche per diversi mesi.
Nell’ambito della specie canina, i soggetti più suscettibili a contrarre l’infezione sono i cuccioli nelle prime settimane di vita.
I soggetti adulti non vaccinati pur potendo contrarre la malattia, sembrano più resistenti, forse per una sorta di immunità acquisita.
La via di ingresso del virus per i cuccioli è la via oro- nasale e questi cominciano ad eliminare il virus con le feci ancora prima della comparsa dei sintomi.
Il virus si trova in tutti i secreti ed escreti che un soggetto infetto emette, quindi nel vomito, diarrea, urina…quindi questi rappresentano la fonte di inquinamento ambientale del virus.
Teoricamente il contagio della malattia può venire anche tramite la via transplacentare cioè da madre a feto, con gravi danni alla sfera riproduttiva.
Il tempo di incubazione può variare dai 4 ai 7 giorni.
Da un punto di vista sintomatologico possiamo avere tre casi, cioè tre forme cliniche :
FORMA ENTERICA: che si manifesta con febbre, vomito, diarrea fluida, da prima striata di sangue e poi, può essere schiettamente emorragica. Con il proseguire dei sintomi si ha grave disidratazione con morte nel giro di 48/72 ore.
FORMA CARDIACA: più rara
FORMA
ASINTOMATICA: si riscontra nei cuccioli vaccinati o nei soggetti adulti
E si manifesta con sintomi generici, quali anoressia, depressione….
In caso di parvovirosi si ha una grave leucopenia, cioè una riduzione dei globuli bianchi.
Non tutti i cuccioli che presentano diarrea hanno la parvovirosi, infatti ci possono essere anche altre cause che possono simulare una gastroenterite emorragica, quali: infezione da altri virus meno aggressivi, infezioni batteriche, corpi estranei nell’apparato digerente….
La terapia in caso di parvovirosi è soprattutto di sostegno,cioè sintomatologica, infatti questa e’ una malattia con un alto indice di mortalità nei cuccioli, fermo restando che ci sono casi in cui cuccioli infetti hanno superato la malattia.
Si può cercare di prevenire la parvovirosi in modo indiretto e cioè:
· Se la cagna non è vaccinata, vaccinarla prima dell’accoppiamento.
· pulire e disinfettare i locali dove e’ situata la cucciolata
· evitare i contatti tra i cuccioli ed altri cani o cuccioli di altra cucciolata.
· Evitare gli spostamenti dei cuccioli
· Effettuare le vaccinazioni
DOTT. ANTONIO PENNELLA
MEDICO VETERINARIO
LEPTOSPIROSI CANINA
La leptospirosi è una malattia infettiva e contagiosa del cane (colpisce anche gli altri animali domestici e anche l’uomo può essere contagiato) rappresenta un problema molto diffuso, causando malattia acuta e cronica.
E’ provocata da microrganismi, batteri, appartenenti al genere leptospira, dove i più diffusi sono:
· leptospira canicola
· leptospira icterohaemorrhagiae
le leptospire sono batteri spiraliformi mobili (in quanto sono provvisti di un flagello) generalmente sono scarsamente resistenti all’ambiente esterno.
La leptospirosi si manifesta principalmente con: setticemia, epatite, nefrite, aborto, sintomi nervosi…
per quanto riguarda la via di accesso delle leptospire in un organismo (cane o altro animale..)
le leptospire presenti ad esempio in una pozza di acqua stagnante o nell’ambiente esterno, penetrano nella cute sia integra che con lesioni o attraverso le mucose (mucose orale, oculocongiuntivale, vaginale) invadendo il circolo sanguigno e nel giro di pochi giorni tutti i distreti dell’organismo, dando corso a: febbre, anemia, aumento di globuli bianchi, emoglobinuria e albuminuria.
Gli organi maggiormente colpiti in cui le leptospire replicano velocemente sono i reni ed il fegato, dando necrosi epatica e leptospiruria (eliminazione delle leptospire tramite l’urina).
La malattia può evolvere in tre modi, in base allo stato immunitario del cane colpito e del tipo di leptospira:
· acuto
· sub-acuto
· cronico
Al riscontro clinico possiamo avere questa sintomatologia:
febbre, ematuria (urina color rosso sangue) debolezza, rigidità, brividi, anoressia (scarso o assente appetito) vomito.
fuoriuscita di sangue dalla bocca e dalle narici, tachipnea (aumento patologico della frequenza respiratoria).
In caso di leptospirosi la prognosi è sempre riservata, ecco qualche consiglio per la prevenzione:
· Vaccinare i cani annualmente ricordando che il vaccino
protegge l’animale dal sierotipo verso cui si è vaccinato
e che i cani più a rischio sono quelli da caccia, da espo
sizione e cani che possono accedere ad acqua e stagni
naturali.
· Misure di disinfezione regolari nei locali in cui alloggiano
i cani.
· Isolare gli animali colpiti da quelli sani.
· Controllo dei roditori (topi.. i quali sono considerati come ospiti di
mantenimento delle leptospire e quindi possono fungere da
serbatoio per le leptospire)
Dott. Antonio Pennella
Medico Veterinario
INFLUENZA AVIARIA O PESTE AVIARIA
Oggigiorno si sente molto parlare di influenza aviaria, una patologia che suscita molto interesse anche perché può avere dei riscontri negativi per la salute umana. Ma da che cosa è determinata l’influenza aviaria? E che correlazioni ci sono tra questa e la salute umana?
Diciamo innanzitutto che l’influenza aviaria è determinata da un virus, ed in particolare:
famiglia = orthomyxoviridae
genere = influenza virus
da un punto di vista morfologico il virus influenzale ha la forma sferica o pleomorfa: esso è costituito
(dall’esterno all’interno) da :

ENVELOPE = rivestimento esterno del virione costituito
da un doppio strato lipidico.
CAPSIDE = o rivestimento di origine proteica.
GENOMA = sarebbe il materiale genetico del virus, costituito da
RNA negativo monocatenario diviso in diversi segmenti.
Nello spessore dell’envelope, lo strato più esterno, abbiamo due strutture antigeniche molto importanti:
H = emoagglutinina, enzima ad attività emoagglutinante, che favorisce l’assorbimento del virus sulla cellula ospite.
N = neuraminidasi, enzima che consente al virus di penetrare nella cellula ospite.
Il genere influenzavirus si divide in tre tipi in base agli ospiti preferenziali:

TIPO A: UOMO – SUINO - VOLATILI…..
TIPO B: UOMO – CAVALLO - SUINO….
TIPO C: UOMO
Di particolare importanza è il virus influenzale chiamato genoma segmentato: se una stessa cellula è infettata da due o più virus influenzali diversi, possiamo avere la nascita di nuovi sottotipi virali.
Vale a dire :
Antigenic drift: lievi mutazioni del virus
Antigenic shift : spostamento antigenico, si ha la formazione di nuovi
Sottotipi virali diversi dai virus progenitori, con nuove
Strutture antigeniche con possibilità di pandemie.
Per la salute umana c’è da dire che:
I virus influenzali dei volatili possono infettare l’uomo sostanzialmente tramite due vie:
Via alimentare: attraverso il consumo di carne di volatile poco cotta, macellata in corso di viremia ( presenza del virus nel circolo generale ). Questa via di trasmissione oggigiorno è molto remota perchè vi sono dei controlli severi prima di macellare un volatile e
poi le normali cotture delle carni inattivano il virus.
Via oro-nasale: si ha, quando un uomo viene in contatto con gli escreti e secreti di animali infetti ( feci, urina, scolo nasale….)
La sintomatologia in caso di influenza aviaria è principalmente di tipo respiratoria.
Un uomo infettato da aviaria difficilmente trasmette la malattia ad altri, perchè per avere una pandemia, un’epidemia a larga scala deve avere sostanzialmente due requisiti del virus influenzale:
· FORTE PATOGENICITA’
· CAPACITA’ DEL VIRUS DI TRASMETTERSI DA PERSONA A PERSONA
Si parla anche di uccelli selvatici, come veicolo di infezione, ma che correlazione esiste tra influenza aviare ed uccelli selvatici?
Gli uccelli selvatici (principalmente i migratori ed in particolar modo gli anatidi come anatre, cigni, oche selvatiche...) possono essere infettate dal virus influenzale, ma in queste specie animali molte volte l’infezione si svolge in modo asintomatica o con sintomi lievi. Questo dipende dal tipo virale coinvolto, ma grazie a questi flussi migratori che questi compiono ( spostamenti da un continente all’altro ) possono veicolare il virus ed eliminarlo con i loro secreti ed escreti. Per questo si dice che queste specie di volatili sono il serbatoio del virus.
Un’altra cosa da dire è il discorso delle vaccinazioni contro il virus influenzale dell’uomo. Ma che cos’è un vaccino?
Un vaccino altro non sarebbe che lo stesso agente infettante reso però innocuo cioè in grado di infettare ma non di dare malattia. Dando modo all’organismo di sviluppare le difese immunitarie adeguate verso lo stesso agente patogeno diciamo così selvaggio, quindi col vaccino non si fà altro che somministrare la malattia in piccole dosi in modo tale che l’organismo si abitui a questa….
noi sappiamo che ogni vaccino viene prodotto ed usato per essere efficace verso una determinata specie microbica ,che ha delle determinate caratteristiche antigeniche, al limite può funzionare contro germi molto affini alla specie microbica per cui e’ stato creato.
Nel caso di influenza aviaria può capitare che il vaccino che si è stato fatto l’anno prima non funziona l’anno successivo, questo è collegato al discorso fatto sopra quando abbiamo parlato di cambiamenti della struttura antigenica ( antigenic drift-antigenic shift ).
L’influenza aviaria rientra tra quelle malattie che sono soggette a denuncia obbligatoria e quindi sottoposte a profilassi di stato. Questo vuol dire che il sistema sanitario nazionale attua una serie di misure di profilassi per cautelare la salute pubblica; questa azione cautelativa da parte del servizio sanitario nazionale è data sia dai controlli a livello ispettivo che si possono eseguire sia per le carni di volatili provenienti dall’Italia, sia per quelle estere e sia con una serie di ricerche di tipo sierologiche.
Medico Veterinario
Otiti, così si chiamano i processi patologici a carico dell’orecchio, sono un problema spesso fastidioso per i cani.
Prima di arrivare a parlare di otiti, bisogna menzionare i più comuni processi che si possono riscontrare sul padiglione auricolare.
I padiglioni auricolari sono la parte più esterna dell’apparato auricolare, ed hanno pressappoco la forma di un imbuto.
I padiglioni auricolari, possono essere interessati da vari problemi quali:
Contusioni: quando un corpo contundente agisce su di loro, la gravità della contusione ovviamente dipenderà dai tessuti interessati, infatti quando abbiamo interessamento delle cartilagini auricolari solitamente abbiamo una maggiore dolorabilità da parte del cane.
Otoematoma: raccolta ematica nel sottocute dell’orecchio.
Ulcere del padiglione: sono delle soluzioni di continuo che non cicatrizzano facilmente dalle quali può uscire del liquido solitamente sieroso.il più delle volte tali ulcere si formano lungo il margine libero dell’orecchio.
All’interno l’orecchio è formato da dei condotti, simili a dei tubicini, che partendo dall’esterno all’interno sono:

· Condotto uditivo esterno od orecchio esterno.
· Condotto uditivo medio od orecchio medio.
· Condotto uditivo interno od orecchio interno.
Tra orecchio esterno ed orecchio medio è posta la cosiddetta membrana del timpano o semplicemente timpano, che è molto sensibile alle variazioni di pressione.
I processi patologici a carico dell’orecchio sono detti appunto otiti, queste possono avere varie cause, le più comuni sono:

· Otite parassitaria ( acari…) con prurito intenso.
· Otite allergica
· Otite da neoplasie
· Otite da lieviti ( malassezia…..)
· Otite batterica ( staphylococcus intermedius…..)
· Otite da corpi estranei ( forasacchi..si riscontra di più nel periodo Primavera/ estate, sono maggiormente colpiti i cani da caccia da tartufo e quelli che vivono all’aperto…)
La sintomatologia è varia e dipende sostanzialmente dalla causa di otite, tra i sintomi più comuni che si possono riscontrare abbiamo:

· Prurito
· Scuotimento testa
· Alopecia
· Sintomi nervosi ( di più in caso di otite interna..)
· Odori sgradevoli
Dott. Antonio Pennella
Medico Veterinario
La leishmaniosi è una malattia polisistemica protozooaria
La trasmissione di questa patologia avviene tramite una specie di zanzara detta flebotomo
Con la
suzione del sangue di animali infetti, il flebotomo ingerisce il parassita (leishmania)
nel canale alimentare dell’insetto, si hanno delle trasformazioni del protozoo e diventa
forma infettante.
Infatti per essere infettante la leishmania ha bisogno di un passaggio intermedio che è appunto quello del flebotomo. In altre parole la leishmaniosi non si trasmette da cane a cane, ma ci vuole il passaggio cane infetto-flebotomo-cane recettivo.
Questi insetti pungitori volano maggiormente al tramonto e di notte e solo le femmine sono ematofaghe, cioè si nutrono di sangue.
I roditori ed i cani sono i serbatoi primari di leishmania (specie animali in cui i flebotomi possono assumere il protozoo e quindi lo conservano in un certo senso), mentre l’uomo e il gatto sono probabilmente ospiti accidentali e i flebotomi sono i vettori (trasmettono le leishmanie).
Il periodo che va da infezione del cane ad insorgenza dei primi sintomi di leishmaniosi si chiama tempo di incubazione e questo è molto variabile infatti, può andare da qualche giorno ad oltre un anno inoltre, l’infezione può decorrere in forma a sintomatica (quindi senza una sintomatologia eclatante) o con vari sintomi il più delle volte molto gravi. A carico della cute si può notare una rarefazione del pelo soprattutto a livello periorbitale, perilabiale ed auricolare queste aree diventano in seguito prive di pelo e compare un arrossamento furfuraceo di solito non pruriginoso quindi si possono formare pure delle ulcere.
Piccole ulcere a volte si possono formare pure sulla mucosa orale e nasale in tal caso possiamo avere epistassi recidivante (scolo nasale emorragico).
A volte si assiste ad una crescita irregolare delle unghie.
Solitamente dopo qualche giorno dall’inizio dei primi sintomi il cane si presenta abbattuto anemico e dimagrisce progressivamente.
L’unico modo per prevenire la leishmaniosi ad oggi è quello di evitare per quello che c’è possibile il contatto con i flebotomi, tramite l’uso di insetticidi o quant’altro.
Purtroppo non esistono ancora vaccini in commercio (negli Stati Uniti ne stanno sperimentando alcuni ma ancora ci vorrà tempo).
In caso di infezione del cane l’unico rimedio sono dei cicli di terapia che determinano la regressione della sintomatologia quasi mai la guarigione parassitaria.
Dott. Antonio Pennella
Medico Veterinario
VACCINAZIONE CANINA
Vaccinare
significa proteggere i cani verso delle malattie infettive
Ci
sono malattie sia di origine batterica che virali verso le quali i cani non riescono a
sviluppare delle difese appropriate,senza l’aiuto dei vaccini.
·
Cimurro: può
colpire l’apparato respiratorio, digerente e nervoso.
·
Epatite
infettiva: colpisce l’apparato digerente.
·
Leptospirosi:
colpisce l’apparato urinario.
·
Parvovirosi:
colpisce l'apparato digerente.
·
Tracheobronchite
infettiva: colpisce l'apparato respiratorio.
Con
il vaccino non si fa altro che inoculare lo stesso agente patogeno privato però, della
sua azione nociva, che conserva la capacità di stimolare l’apparato immunitario.
Dott. Antonio Pennella
Medico
Veterinario