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Totalgate: memoriale della posizione dell'Arch Schiavello di Corleto perticara sulla vicenda dei terreni venduti alla Total
 

 

 

 

" ... La presente relazione prende le mosse dalla esigenza di  trasformare la destinazione urbanistica di una modesta porzione del territorio del Comune di Corleto Perticara attualmente ad uso agricolo, in uso di area per insediamenti Produtivi tanto in dipendenza della necessità di a!locarvi strutture necessarie per un corretto sfruttamento della risorsa Petrolifera presente nell’area, con particolare riferimento ad un centro olio. Per non gravare economicamente sulla collettività, la presente variante, come da accordi Intercorsi con Il Comune di Corleto Perticara, è  stata redatta a cura e spese de/'Eni AGIP .. ". Queste sarebbero le premesse del grande "accordo capestro" che ha suscitato scandalo in tutto il Paese sotto il nome dell'inchiesta "totalgate" condotta dal PM . Woodkock e dal GIP Pavese del Tribunale di Potenza.

Invero, molti sarebbero gli scandali ancora da scoprire relativi ai veri protagonisti della vicenda incriminata, false vittime e reali carnefici che hanno curato nei minimi dettagli il "disegno criminoso" dipingendo un'intera amministrazione (quale quella del Comune di Corleto P. con a capo il macchiavellico Architetto Schiavello) come il complice dell'accordo

            capestro diretto ad "estorcere" ai proprietari terrieri (tra i quali figurerebbe la vittima

principale: Antonio De Lorenzo) l propri possedimenti a costi irrisori. Ma è bene scoprire una volta per tutte gli "altarini nascosti per far uscire, finalmente, i c.d. "scheletri" dall'armadio dei veri estorsori di questa vicenda.

Intanto, è opportuno sottolineare che all'indomani della proposta formulata dall'ENI-AGIP (alla quale oggi è subentrata la Total a seguito di alcuni Decreti Ministeriali) circa l'opportunità di realizzare In località "Tempa Rossa" un Centro Oli - richiesto, si badi bene, per la prima volta, in un convegno pubblico - al servizio delle risorse petrolifere della Valle del Sauro, il Comune di Corleto Perticara non poteva far altro che accettare, e questo per due motivi:

1)      la realizzazione del Centro Oli rappresentava, e rappresenta tuttora, motivo di grande soddisfazione per l'Amministrazione interessata in quanto lo scopo perseguito dalla stessa è sempre stato quello riguardante l'Insediamento a sostegno dell’occupazione e dello sviluppo dell'intera collettività;

 

2)       il Comune di Corleto Perticara esercita funzioni meramente esecutive in quanto è solo la Regione Basilicata ad avere poteri decisori circa l'approvazione definitiva del progetto p.Lp .• vedi Infatti il D.P.G.R. n. 262 del 05 novembre 2001, a firma del Presidente p.t. F. Bubbico, con Il quale, su conforme deliberazione della Giunta Regionale, è stata decretata l'approvazione definitiva del plano Insediamentl produttivi (P. I. P.) in variante al P.R.G. del Comune, di Corleto P., In località Tempa Rossa, incaricando per ciò stesso all'esecuzione dell’accennato progetto il Sindaco p.t. del Comune citato.

Orbene, quanto al punto sub l), il Comune di Corleto Perticara ha più volte affermato che per la realizzazione del progetto in questione non avrebbe mal sacrificato la salute pubblica e il rispetto della legislazione ambientale vigente, le sole a poter rappresentare un ostacolo all'Insediamento produttivo del Centro Oli. E difatti, tale problema non si è mai posto.

Inoltre, contrariamente a quanti vorrebbero far credere che I terreni coinvolti rientrino all'interno di una fascia edificabile risultando quindi di apprezzabile valore economico ai fini del successivo procedimento espropriativo, tale assunto non può essere condiviso perché destituito di qualsivoglia fondamento logico-giuridico. La zona interessata, infatti, era, e rimane tuttora una zona agricola di scarso pregio, con uno scarso impatto ambientale e priva di vincoli della legge Galasso. Ciò, del resto, è pienamente confermato nel Decreto del Presidente Regione Basilicata dianzi citato laddove riprende, attesta e condivide le linee guida che hanno portato alla localizzazione del Centro Oli nella zona della Valle del Sauro più precisamente in località Tempa Rossa, nel Comune di Corleto Perticara. Si afferma pacificamente, infatti, che  .. .I centri oli  dovrebbero essere posizionati  preferibilmente in zone che siano:

poco densamente abitate

di scarso pregio ambientale

il pi possibile vicino ai pozzi

di scarso valore agricolo

di scarsa valenza turistica

di ridotto impatto visivo

un 'agricoltura molto povera con terreni poco fertili (…). In particolare, la scarsa presenza antropica, lo scarso pregio ambienta/e, agricolo e turistico riducono le ricadute di eventuali inquinamenti atmosferici  del suolo  ed acustici ... ». Si ricordi, inoltre, che al fine di verificare la coerenza e la compatibilltà di cui agli artt. 29 e 30 della L.R. n. 23/99 (Legge sulla tutela, governo ed uso del territorio - modi della pianificazione territoriale ed urbanistica), in data 14.06.2000 l

Si  è tenuta presso l'Ufficio Urbanistica e Tutela del Paesaggio una conferenza di

r pianificazione ai senSi dell'art. 25, legge citata, di cui è stato redatto verbale con esito favorevole all'agoziQne del P.I. P.

Quahto, invece, al punto sub 2), vien da sé che è la Regione Basilicata a detenere il potere

di approvazione definitiva del PJ.P., nonchè quello di incaricare, per l'esecuzione del

,medesimol

Obene, dopo questa minuziosa ma giusta ed opportuna premessa, occorre analizzare nel merito l'lntera vicenda che ha gridato < <allo scandalo> > al fine di svelare I veri fautori del famigerato "accordo capestro". È il caso, infatti, di sottolineare, finalmente, che il tanto celebrato (quantomeno sulle pagine dei giornali locali e secondo l'opinione pubblica ormai pricolosamente viziata) Sig. De Lorenzo, proprietario di alcuni terrenI e manufatti nella

      \                '

zona .dI Tempa Rossa, venuto a conoscenza - perché di pubblico dominio - della proposta

 

formulata dall'Enl-Agip nell'anno 1999 di costruire un Centro  al servizio delle risorse e

j propri terreni. E’  Il çaso di dire, infatti, che tale De Lorenzo, assistito In prima battuta dall'Avv. Donnoll e

 

successivamente da Il 'Avv. Russillo, esercitò delle vere e proprie pressioni nei confronti

 

dell’Eni al fine di far confluire nell'ambito del terreni da espropriare anche i propri

 

possedimenti. A Tale richiesta il povero agricoltore 29enne, Antonio De Lorenzo ne

aggiunse un’altra, quella forse più "importante": negoziare subito il prezzo dei suoi terreni. bene, è stato dunque egli stesso - vittima sacriflcale - a chiedere all'Eni (oggi Total  

giudicata, peraltro, Ingiustamente come carnefice insieme all'Arch. Schiavello) di

comprendere nello sfortunato progetto le proprie terre negoziandole insistentemente

 

quali  fossero terreni pregiati donati direttamente a lui della Dea Demetra - Dea della Terra

e della fertilità Portatrice di ricchezza agraria!

..

Ecco,  quindi, l'importanza fondamentale della premessa iniziale dalla quale, InfattI, si

 

evince chiaramente la realtà dei fatti, ovvero la scarsa importanza economica di quei terreni che proprio per essere tali -per le loro caratteristiche- furono "proposti" Eni  AGIP dal De Lorenzo stesso, sfruttando l'occasione aurea che si era venuta a creare, in modo da lucrarne Il più possibile. L'accordo capestro dunque non c'è stato, anzi( un rozzo tentativo di "estorsione" è stato semmai Inscenato dal De Lorenzo, forse fomentato da illusioni di ricchezza infuse in lui da falsi «incantatori di serpenti» che hanno poi, fallito il tentativo, proceduto ad una vera e propria battaglia mediatica nei confronti del Comune di Corleto Perticara, e del responsabile dell'Ufficio Tecnico, Arch. Schiavello.

É facile, infatti  intuire I motivi che hanno spinto o il In merito ad una prima delibera, n. 34 del 29 giugno 2000, il Consiglio Comunale di Corleto  Perticara preso atto delllesito positivo della Conferenza di Pianificazione tenuta a Poteliza il 14 giugno 2000 a cui hanno partecipato i rappresentanti dell'Ufficio Urbanistica e Tutela del Paesaggio, dell'Ufficio Geologico, Prevenzione Rischi Naturali e Sismici del Dipartimento Assetto del Territorio della Regione Basilicata, e della Soprintendenza Archeologica della Basilicata, conferenza conclusasi peraltro con l'autorizzazione riconosciuta al Comune di Corleto P. ad adottare Il P.LP. in variante al P.R.G. in località "Temp·a Rossa"; con delibera n. 34 del 29 giugno 2000 è stato In effetti adottato l’accennato Piano Particolareggiato di una zona di insedlamenti produttIvi (P.I.P.) per un Centro Olio al servizio delle risorse petrolifere della Valle del Sauro, così come richiesto dall'Eni S.p.A. ­Divisione Agip, con le relative norme di attuazione Il cui art. 1 così stabilisce: « .. .l'attuale destInazIone urbanistica della a zona è: "Zona E - 7érritorio agricolo ... > >.

Ma ancora più importante, ai fini che qui interessano, è la Delibera n. 59 del 30 Novembre  2000, nella quale chiaramente si evince l'approvazione espressa al P.LP. da parte dei proprietari terrierllnteressati dalla successiva espropriazlone tra cui figura altresì il Sig.  De Lorenzo Antonio. (…)

È Il caso, infatti, di precisare come l'Arch. Schiavello, attinto Ingiustamente da una misura cautelare (peraltro successivamente riformata in sede di riesame), si sia ritrovato al centro di una battaglia mediatica pressoché tendenziosa che si è rivelata del tutto Infamante

otreché denigratoria. Non basta, infatti, rilevare che il De Lorenzo, affiancato da un

ingegnere - tale Smaldore - abbia dismesso gli abiti di "agnello sacriflcale" dell'Enl (oggi I                               Total)

per Indossare quelli di esperto denunziante del "pasticcio lucano”combinato

dall'Arch. Schiavello, ma è altresì importante sottolineare come a seguito dei ricorsi respinti, dal TAR prima e dal Consiglio di Stato poi, il De Lorenzo sia oggi diventato il testimone principale dell'accusa mossa (guarda un po'?!) dall'Ingegner Smaldore. Il paradosso è all'ennesima potenza!

Secondo ii nuovo “paladino della Giustizia", infatti, l'Arch. Schiavello si sarebbe reso

  ,      complice di Un accordo capestro che avrebbe portato Il Comune di Corleto Perticara a

 svendere le sue terre cercando di convincere i proprietari terrierl ad accettare un'indennità

di i esproprio di 7,50 al mq, anziché di quella "concordata dai maleficill di 2,50 al mq.

Orbenej anche a tal riguardo Si impone una doverosa precIsazione.

Il procedimento espropriativo, discjplinato dalle norme di cui al Testo Unico delle espropiazioni  D.P.R. n. 327 del 08 giugno 2001 e s.m.i., prevede agli artt. 20, 22 e 22-bls, rispettivamente, Il procedimento di determinazione provvisorla dell'indennità di wspropriazlone nonché quello urgente ma relativo sempre all’indennltà provvisoriaia.

 

 

 

Si tratta, infatti, solo di una determinazione provvisoria che, precedendo necessariamente a quella definitiva, consente al soggetto espropriato, ove questa non fosse condivisa, di concordare, nel 30 giorni successivi alla sua comunicazionel la definitiva indennità di esproprio.

Orbene, l'Arch. Schlavello nella relazione di stima incriminata, prato n. 281 del 17 gennaio 2008, dopo aver dato atto che i terreni Interessati dal procedimento di cui si

discute fossero a vocazione agricola, situati in aree extra urbane, e urbanlstlcamente ricadenti nella zona P,I.P. \\Tempa Rossa", a destinazione specificai attualmente non urbanizzata, ha espressamente dichiarato che la determinazione - da intendersi come assolutamente provvisoria - dell'indennità di espropriazione fosse quantlficata In 2,50 mq quale valore medio del bene In via provvisorla. Ciò del resto è perfettamente coerente con quanto stabilisce il T:U. citato all'art. 20 e all'art. 37, comma 4, laddove si prevede una presunzione di non edlficabilità di quei terreni soggetti a vincoli derivanti da qualsiasi atto di programmazione o pianificazione del territorio [ ... ] per flnalltà edilizia resIdenziale o di investimenti prroduttivi (dunque vi si ricomprende sicuramente il P.I. . P.).

A questo punto, rIsulta abbastanza agevole comprendere le motivazioni che hanno spinto il De Lorenzo a farsi promotore di una denuncia del tutto sbagliata e fondata su premesse pretestuose oltreché bizzarre. Accortosi, Infatti, dell'errore commesso nel rifiutare l'indennità inizialmente offertagli dalla Total s,p.a, certamente più generosa rispetto al vero Valore del suoi terreni, non aveva altra scelta se non quella di Intraprendere una strada che   facendo presa sull'opinione pubblica, potesse indurre se non più la Total s.p.a. quantomeno Il Comune di Corleto Perticara ad offrire di più, costrettovi dalla necessità di evitare  e/o difendersi da uno scandalo di forte impatto sociale.

               “Cui bono .. ;" diceva, infatti, Cicerone nelle sue celebri arringhe.

Invero, come si è lasciato incantare da falsi e deprecablll sostenitori ottenendo  come risultato solo Inchieste sbagliate e ricorsi fallitI. Il povero agricoltore che dice di vivere da mesi con la “Spada di Damoclel” sulla sua testa risulta essere il vero persecutore e perseguitato dal suoi stessi errori e facili Illusioni. Dapprima, infattI, decide di chiedete personalmente e spontaneamente all'Enl di ricomprendere i i suoi terreni nel  progetto di Insediamento produttivo, cercando altresì di negoziare sin da subito l'indennità di esproprio, quasi per paura di essere escluso dalla grande ricchezza che stava per arrivare, e poi , deluso dalle sue stesse aspettative, decide di inscenare una commedia kafkiana indossando gli abiti da vittima sacrificale di colui che non vorrebbe assolutamente privarsi dei suoi terreni (appartenenti alla sua famiglia addirittura da secoli) se non dietro il compenso di tanti milioni di euro.

Del resto, risulta ormai svelato il mistero della lettera di costituzione in mora che lo stesso De Lorenzo ha inviato al Comune di Corleto Perticara dopo aver dato la sua approvazione al progetto Pip ma prima ancora che iniziasse la procedura di espropriazione. In  particolare, con tale missiva datata 05.09.2007, a firma dell'Avv. Russlllo, si diffidava il Comune di Corleto Perticara " ... ad attivare, nel caso In cui le trattatIve per la cessione dei suoli tuttora pendenti non vadano a buon fine, procedure esproprlative tali da contemplare, la natura edificatoria  del suoli di proprietà del mio assistito ...  Peccato, però, che della natura edlficatoria dei  terreni non vi sia alcuna prova e/o traccia, oltretutto mal vi potrebbe essere senza uno specifico progetto definitivo che li indichi, nel relativo atto di zonizzazione, espressamente come terreni edificabili. Altro tentativo, questo, di lucrare Il più possibile sul prezzo dell1ndennltà di esproprio.

Che tutto ciò rientri forse nel disegno criminoso iniziale, quale quello di dipingere il Coniune di Corleto P. e Il responsabile dell'Ufficio Tecnico .. Arch. Schiavello - come i loschi truffatori del povero proprietélr1o terrlero Sig. De Lorenzo?

La risposta è negli atti, in tutti gli atti pubblici citati compreso il Decreto del Presidente della Regione Basilicata • F. Bubbico - n. 262 del 06 novembre 2001.

 

 

Paterno, 2 febbraio 2009


 
 

 

Avv. Franco Trivigno

 

                    

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